Per il professionista, oltre al grave stato ansioso-depressivo sofferto nel 1995, la morte della madre ha lasciato nell'attrice un “disorientamento affettivo e quindi intellettivo che l'ha resa particolarmente vulnerabile rispetto ai legami affettivi per lei importanti, segnatamente quelli con la famiglia CV 1, dove poteva essere contemporaneamente accudita e accudire, acquisire un ruolo importante mai prima avuto, sperimentare spazi decisionali autonomi”. A suo dire, proprio tale vulnerabilità affettiva ha compromesso la capacità critica dell'interessata, inducendola a costruirsi illusioni e, quindi, a donare la particella n. 1251. e)