{"Signatur": "TI_TRAC_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2006-01-31", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAC_001_10-2001-20_2006-01-31.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=87575&nX40_KEY=4921984&nTrefferzeile=26&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "cafce86b7b057315b6bd229c3bbf3570"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["10.2001.20"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 31.01.2006 10.2001.20"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 31.01.2006 10.2001.20"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 31.01.2006 10.2001.20"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Incapacità di discernimento di una persona che firma un atto di donazione. 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H), il valore venale della particella è compreso tra fr. 690 800.– e fr. 777 150.–. Nelle circostanze descritte non v'è ragione di scostarsi dal valore indicato nella petizione, non contestato dai convenuti (analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.1997.24 del 6 febbraio 1998, consid. 8).\n2. L'attrice ha fondato esplicitamente la sua petizione sull'art. 975 CC (“azione di modifica d'iscrizione indebita”), norma richiamata ancora nel memoriale conclusivo. Ora, l'art. 975 CC concerne la rettifica nel registro fondiario di iscrizioni, annotazioni o cancellazioni inesatte e indebite sin dall'inizio (DTF 117 II 44 consid. 4b, confermata in DTF 123 III 349 consid. 1b), eseguite senza causa legittima o senza che ne fossero adempiute le condizioni sostanziali (vizio nel titolo di acquisto o nella richiesta di iscrizione). In concreto non si intravede nulla del genere. L'iscrizione dei convenuti nel registro fondiario quali comproprietari della particella n. 1251 è avvenuta sulla base di un regolare istromento notarile. Nel caso in cui l'attrice ottenga l'invalidazione del titolo, la modifica del registro fondiario avviene in virtù di una successiva sentenza e non perché l'iscrizione sia inesatta o indebita fin dall'inizio. L'impostazione giuridica errata non pregiudica tuttavia l'attrice, questa Camera dovendo applicare il diritto d'ufficio (art. 87 cpv. 1 CPC). La questione consiste pertanto di sapere se nella fattispecie la donazione della particella n. 1251 non produca alcun effetto, “riservate le eccezioni stabilite dalla legge”, perché in quel frangente l'attrice era incapace di discernimento (art. 18 CC).\n3. L'art. 16 CC definisce capace di discernimento ogni persona che non sia priva della facoltà di agire ragionevolmente per effetto della sua età infantile o di infermità o debolezza mentale, di ebbrezza o di uno stato consimile. La capacità di discernimento è presunta, di modo che l'onere della prova è a carico di chi la contesta (DTF 124 III 8 consid. 1b; Deschenaux/Steinauer, Personnes physiques et tutelle, 4ª edizione, pag. 29, n. 94; Bigler-Eggenberger in: Basler Kommentar, ZGB I, 2ª edizione, n. 48 ad art. 16). È incapace di discernimento la persona cui faccia difetto l'uno dei due elementi che connota la capacità di giudizio, ovvero la facoltà conoscitiva e la capacità di agire secondo la propria volontà. La capacità di discernimento è una nozione relativa, che si determina con riferimento alle circostanze concrete e che dipende dalla natura e dall'importanza dell'atto da compiere (Deschenaux/Steinauer, op. cit., pag. 24 e 25, n. 77 a 79 e 81; Bigler-Eggenberger, op. cit., n. 3, 6 e 34 ad art. 16). Diversamente da quanto avviene nel diritto penale, nell'ambito civile essa non è valutata per gradi: o per l'atto concreto la capacità di agire secondo ragione è data oppure no (Bigler-Eggenberger, op. cit., n. 40 ad art. 16). Nel caso in cui tale facoltà sembri dubbia, occorre far capo a una perizia psichiatrica (Deschenaux/ Steinauer, op. cit., pag. 30, n. 95; Bigler-Eggenberger, op. cit., n. 50 ad art. 16). Ciò non impedisce al giudice, comunque sia, di decidere con libero apprezzamento in base a tutte le prove addotte (Bigler-Eggenberger, op. cit., n. 51 ad art. 16).\n4. Nella fattispecie il notaio __________, sentito come testimone, ha dichiarato di avere incontrato l'attrice due volte. La prima essa era ancora certa di procedere a una donazione e gli aveva esposto i motivi per cui intendeva cedere il terreno ai convenuti, spiegandogli di voler fare un gesto nei confronti di loro, che considerava un po' come figli suoi. In tale occasione erano stati discussi anche alcuni aspetti legati alla rogazione dell'atto pubblico, così come le conseguenze fiscali del negozio giuridico. Nell'ambito del secondo incontro, intervenuto il 30 ottobre 1998 (circa un mese più tardi), è stato sottoscritto l'istromento. Il notaio ha dichiarato che dopo la firma del contratto l'attrice gli era parsa sollevata, tant'è che si diceva contenta di avere concretato la donazione. In sintesi il testimone ha ricordato l'attrice come una persona equilibrata e serena, che gli aveva destato un'ottima impressione durante entrambi gli incontri (doc. 4; verbale del 9 dicembre 2004). Nulla consente di scorgere in siffatte dichiarazioni una persona “incapace di intendere e di volere”.\n5. L'attrice sostiene che la sua incapacità di intendere e volere al momento dei fatti risulterebbe dagli atti medici. La questione merita un'analisi particolareggiata."}