Il lavoratore non ha subìto di conseguenza nessun pregiudizio, giacché i vantaggi da egli conseguiti fra il licenziamento e la scadenza ordinaria del contratto sono superiori alla perdita di stipendio patita nel medesimo periodo (cfr. anche Brühwiler, Kommentar zum Einzelarbeitsvertrag, 2ª edizione, n. 8 ad art. 337c CO; Rehbinder, op. cit., n. 5 nel mezzo ad art. 337c CO). Se ne conclude che la domanda di giudizio intesa alla rifusione del mancato guadagno (art. 337c cpv. 1 CO) dev'essere respinta già per l'assenza di danno, senza che sia necessario vagliare i motivi per una rescissione immediata del contratto di lavoro.