Sostiene di avere sofferto gravemente per le conseguenze dell'incidente, che l'hanno costretta a sopportare quattro interventi chirurgici, vari mesi d'inabilità al lavoro, dolori cronici all'arto ferito e un'invalidità permanente del 50%. La convenuta, da parte sua, nega che le sofferenze dell'attrice – definite passeggere e di lieve entità – possano giustificare una qualsiasi indennità a titolo di riparazione morale, la quale soggiace per giurisprudenza a condizioni restrittive ed è concessa solo in casi eccezionali. a) L'art. 47 CO, applicabile per il rinvio dell'art. 62 cpv.