{"Signatur": "TI_TRAC_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2002-04-02", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAC_001_10-1995-100_2002-04-02.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=59248&nX40_KEY=4930174&nTrefferzeile=66&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "93d647ac9f9f542adde675a655e629bf"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["10.1995.100"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 02.04.2002 10.1995.100"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 02.04.2002 10.1995.100"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 02.04.2002 10.1995.100"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 03:00:38", "Checksum": "e7b067ad6072f8f99ed68ad01ef78798", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 02.04.2002 10.1995.100\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nb) Sentito come testimone, il dott. __________ ha dichiarato che “attualmente la situazione è molto difficile, poiché [l'attrice] ha difficoltà a trovare lavoro”, sicché a suo avviso la paziente è inabile al lavoro “in misura pressoché totale” (deposizione del 18 settembre 1997: act. VII/a, pag. 2 verso il basso). Tali affermazioni contraddicono però quanto figura nello scritto 30 marzo 1995 dello stesso medico, in cui questi valutava il grado d'invalidità “intorno al 50%” (doc. _, in fondo). Inoltre la sua deposizione è smentita dalla circostanza che il 1° settembre 1997 l'interessata ha cominciato a lavorare per la __________ in qualità di operaia a metà tempo (dichiarazione del datore di lavoro, dell'11 marzo 1998, nel fascicolo “istanza edizione documenti”; contratto di lavoro annesso al certificato municipale per l'ammissione all'assistenza giudiziaria, nel fascicolo XI). Simultaneamente, per di più, l'attrice ha esercitato altre attività accessorie remunerate (dichiarazione di __________, del 3 marzo 1997 con ricevute nel fascicolo “istanza edizione documenti”; deposizione di __________, del 7 luglio 1998: act. VII/e, pag. 3). Lo stesso dott. __________ ha ammesso, per altro, che le sue informazioni sulle difficoltà per l'attrice di trovare lavoro si fondavano su asserzioni di quest'ultima (verbale citato, pag. 2 in basso). Le sue affermazioni poi contrastano in modo evidente con gli accertamenti del perito giudiziario, che – come si è visto – ha valutato il grado d'invalidità nel 10% al massimo (referto, pag. 6 risposta 7). La testimonianza predetta, vaga e contraddetta da altre risultanze istruttorie, non basta pertanto a dimostrare una parziale invalidità dell'attrice.\nc) Né potrebbe entrare in linea di conto nella fattispecie – per ipotesi – l'art. 42 cpv. 2 CO. Tale norma prescrive che il danno di cui non può essere provato il preciso importo è stabilito dal prudente criterio del giudice, avuto riguardo all'ordinario andamento delle cose e alle misure prese dal danneggiato. La disposizione ha tuttavia carattere eccezionale ed è applicabile unicamente quando il danno non possa essere dimostrato nel suo ammontare per mancanza di prove sull'entità esatta del pregiudizio o per l'impossibilità di esigere ragionevolmente l'assunzione delle prove necessarie (DTF 105 II 89 consid. 3 con richiami di giurisprudenza; Rep. 1988 pag. 287; Brehm, op. cit., n. 47 ad art. 42 CO). In concreto l'attrice ha ottenuto l'esecuzione della perizia richiesta. E il perito non ha accertato l'impossibilità di determinare il grado d'invalidità. L'ha semplicemente valutato, tutt'al più, nel 10%. Avesse voluto insistere per far accertare una sua invalidità effettiva, l'attrice avrebbe dovuto postulare – se mai – un complemento di perizia (art. 252 cpv. 2 CPC). Invece essa si limita a contestare le risultanze del referto (memoriale conclusivo, punto 5), ma ciò non è sufficiente per constatare una sua futura perdita di guadagno. Su questo punto la petizione è destinata perciò all'insuccesso.\n7. Oltre alla rifusione del danno, l'attrice chiede un'indennità di fr. 20 000.– per torto morale. Sostiene di avere sofferto gravemente per le conseguenze dell'incidente, che l'hanno costretta a sopportare quattro interventi chirurgici, vari mesi d'inabilità al lavoro, dolori cronici all'arto ferito e un'invalidità permanente del 50%. La convenuta, da parte sua, nega che le sofferenze dell'attrice – definite passeggere e di lieve entità – possano giustificare una qualsiasi indennità a titolo di riparazione morale, la quale soggiace per giurisprudenza a condizioni restrittive ed è concessa solo in casi eccezionali.\na) L'art. 47 CO, applicabile per il rinvio dell'art. 62 cpv. 1 LCStr, dispone che nel caso di lesione corporale il giudice, tenuto conto delle particolari circostanze, può attribuire al danneggiato un'equa indennità pecuniaria a titolo di riparazione. Il versamento di tale indennità si giustifica solo ove la vittima abbia subìto lesioni che eccedono, per la loro intensità, quanto una persona dev'essere ragionevolmente in grado di sopportare (Brehm, op. cit., n. 29 e 161 ad art. 47 CO con riferimenti). Secondo dottrina e giurisprudenza, un intervento chirurgico o a una degenza ospedaliera adempiono, per principio, i requisiti dell'art. 47 CO (II CCA, sentenza del 30 ottobre 1996 in re G., consid. 3; cfr. anche Schnyder in: Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, 2ª edizione, n. 12 ad art. 47 CO con rinvio). L'oggettiva gravità della lesione deve nondimeno essere soggettivamente risentita dall'interessato come una sofferenza fisica o morale, circostanza ch'egli deve rendere plausibile (Brehm, op. cit., n. 21 ad art. 47 CO).\nb) Ravvisandosi i presupposti per una riparazione morale, nella fissazione dell'indennità il giudice fruisce di ampio potere d'apprezzamento (art. 4 CC). L'entità della somma non soggiace a regole generali, ma dev'essere stabilita in considerazione di tutte le circostanze del caso concreto, tenendo conto – in particolare – del genere e della gravità del pregiudizio, dell'intensità e della durata delle conseguenze sulla personalità della vittima, come pure del grado di colpa dell'autore (cfr. Rep. 1998 pag. 247 consid. 6.1, 1990 pag. 219 in basso con rinvio). Nulla vieta tuttavia al giudice d'ispirarsi alle sentenze emanate in casi analoghi (DTF 127 IV 219 consid. 2e). Occorre altresì ponderare un tendenziale aumento delle indennità per torto morale concesse dalla recente giurisprudenza (Rep. 1998 pag. 247 consid. 6.1)."}