Da ultimo, è stato preso in considerazione per un confronto il caso di R. C., condannato il 20 ottobre 1999 per avere strangolato una prostituta, abusando poi sessualmente del cadavere e tentando di darvi fuoco, alla pena di 14 anni di reclusione per il reato di assassinio, nonostante la confessione e il riconoscimento di una scemata responsabilità di grado grave.