La Corte ha poi esaminato anche il caso di D. S., che, ubriaco, durante un litigio scoppiato per futili motivi ha estratto un coltello e vibrato alcuni colpi a casaccio in direzione della figura dell'avversario, che non conosceva prima di quel giorno, e l'ha raggiunto con uno di essi alla gamba, provocandone la morte per dissanguamento per avere tranciato l'arteria femorale.