L'uomo, accusato di assassinio, aveva ucciso la moglie perché essa si interponeva tra lui e l'amica con la quale intratteneva una relazione extraconiugale. La Corte delle Assise Criminali con sentenza 1° febbraio 1999, derubricato il reato in quello di omicidio intenzionale, ha in quel caso condannato il prevenuto, incensurato e che aveva agito in stato di scemata responsabilità di grado lieve-medio (ma non confesso), alla pena di 15 anni di reclusione, poi ridotta a 12 anni con successiva sentenza 17 agosto 1999 dalla Corte di cassazione e di revisione penale.