Del resto, l'incarto non offre alternative a quella di un delitto, e di un movente, maturati con il degrado del rapporto coniugale, ed in questo senso il motivo a delinquere dell'accusato appare in ogni caso del tutto egoistico, incurante -come si è detto- anche delle ragioni del figlio in fasce. Anche soggettivamente, pertanto, la colpa dell'accusato appare di notevole gravità, ancorché gli vada riconosciuto di non avere agito con premeditazione, il che del resto è l'unica circostanza che gli ha impedito di essere condannato per assassinio. Stanti queste circostanze, l'opinione della Corte è che la pena base per il reato commesso debba ammontare ad almeno 15 anni di reclusione.