Egli non solo non si è fermato durante tutto il tempo necessario a compiere l'atto, ma nemmeno dopo ha avuto ripensamenti di sorta. La moglie era forse già morta, o forse solo rantolante e moribonda (all. 32 RPG, pag. 16), ma comunque egli neppure ha pensato a cercare soccorso per lei. Con calma si è vestito, ha preso le sigarette e il telefonino, ed è andato in polizia a costituirsi. Questo è l'agire di un assassino più che di un omicida, e già si è detto che per la Corte la gravità del reato è tale da situarlo verso i limiti superiori della comminatoria di pena per l'omicidio intenzionale.