Per rispondere al quesito n. 2a (sulla capacità di valutare il carattere illecito dell'atto) l'esperto ripete nuovamente che "in linea di massima si può dire che il peritando non presenta alcuna patologia o disturbo mentale suscettibile di alterare la sua capacità di valutare il carattere illecito di un atto come l'omicidio", mentre che "è però difficile giudicare quale fosse, in quel momento, la sua capacità di valutare le possibili (letali) conseguenze del suo modo di contenere la furia della moglie (sempre ammesso che così si siano svolti i fatti) esercitando una pressione sul di lei collo" (pag. 44). In considerazione del clima molto teso nei rapporti coniugali, l'esperto espone solleva