; DTF 118 IV 125 e 126, 117 IV 393). Così è considerato un assassino ad esempio chi uccide una persona per commettere, coprire o facilitare un altro reato (Schubarth, Komm., all’art. 112 n. 23, 25, 27 e 28), in particolare per rubare (DTF 115 IV 187), oppure per vendetta, egoismo, piacere di uccidere (DTF 106 IV 145), per evitare disagi, in specie eliminando persone fastidiose o intralcianti, come la donna resa incinta, la moglie (per poter vivere con l’amante) o il teste di un altro delitto (DTF 101 IV 278; 77 IV 64, 70 IV 8).