Questi tempi sono indicati in modo del tutto empirico, e derivano da comuni nozioni relative all'elementare bisogno di respirare. Sicuramente essi possono variare da persona a persona, ma l'autore può comunque verificare la situazione concreta basandosi sulla reazione della persona che sta lentamente strangolando: più il tempo passa senza che questa respiri, più debole diverrà la sua disperata reazione (che oltretutto incrementa la necessità di ossigeno e riduce pertanto il tempo durante il quale è possibile sopravvivere), sino a quando non vi sarà più reazione di sorta.