Secondo i periti medici, la morte è riconducibile a "insufficienza cardio-respiratoria acuta conseguente ad asfissia meccanica violenta da strozzamento", laddove "lo strozzamento consiste nella costrizione manuale del collo con compressione, fino al restringimento delle vie aeree che impedisce di fatto gli scambi respiratori" (AI 341, pag. 4). E' manifesto che siffatta diagnosi è del tutto compatibile con il racconto dell'accusato, che aveva menzionato due modalità operative differenti della durata stimata di circa 3/4 minuti l'una, messe in atto senza interruzione apprezzabile tra l'una e l'altra.