Non occorre fornire soverchie argomentazioni per comprendere quanto sia subdolo e spregevole questo modo di pensare e di agire dell'accusato, che sin dall'aprile del 2002 fondava il proprio matrimonio sul ricatto, avendo appeso una pesante spada di Damocle sopra la testa della moglie, equivalendo per lei il divorzio alla fine del sogno di migliorare la situazione economica sua e della sua famiglia. Inoltre, dando prova di essere capace di simili comportamenti, il prevenuto accredita ulteriormente agli occhi della Corte anche la versione dei fati per cui egli avrebbe fatto uso anche dei più immediati e tangibili mezzi coercitivi risultanti dall'impiego della forza fisica. 13.