102 RPG, pag. 4). La Corte da questo episodio non ha voluto trarre conclusioni al proposito dei primi mesi del rapporto coniugale, né ritiene che l'accusato avrebbe effettivamente imposto alla moglie l'aborto, anche se nel suo primo verbale d'interrogatorio egli ha dichiarato di essersi trovato davanti al fatto compiuto "nel senso che non si poteva più rimediare" (verbale 22 gennaio 2003, all. 32 RPG, pag. 6), laddove "rimediare" sembrerebbe alludere all'aborto. Nondimeno, essa accerta che la vittima ha soggettivamente avuto questo timore, e ce ha reagito sottacendo al marito la gravidanza.