{"Signatur": "TI_TPC_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2004-06-25", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2003-129_2004-06-25.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=92300&nX40_KEY=4924322&nTrefferzeile=18&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "f526359f707c7e8f1835bdc16b24132f"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["72.2003.129"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale penale cantonale 25.06.2004 72.2003.129"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale penale cantonale 25.06.2004 72.2003.129"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale penale cantonale 25.06.2004 72.2003.129"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale penale cantonale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale penale cantonale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale penale cantonale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 03:36:52", "Checksum": "88f057606f2ade41cbd985037af82843", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale penale cantonale 25.06.2004 72.2003.129\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nNon si vuole fare l'errore di misurare il lutto in termini di lacrime versate, specie in considerazione del fatto che AC 1 ha una difficoltà ad esternare i sentimenti tale da essere stata menzionata in perizia. D'altro lato, in presenza di un prevenuto apparentemente normale, ed anzi quasi imperturbabile, come egli è in effetti apparso alla Corte, non può essere biasimato chi in questa attitudine non ravvisi gli estremi di un avvenuto profondo pentimento.\n58. Per l'art. 63 CP, il giudice commisura la pena, nei limiti della comminatoria edittale, alla colpa del reo, tenendo conto dei motivi a delinquere, della sua vita anteriore e delle sue condizioni personali.\nL'art. 68 n. 1 CP dispone inoltre che quando il reo incorre in più pene privative della libertà, il giudice lo condanna alla pena prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata, ma non più della metà della pena massima comminata e senza andar oltre al massimo legale della specie di pena.\nIl punto di partenza della discussione al riguardo della pena che va inflitta all'accusato è senz'altro quello della spaventosa gravità oggettiva del reato commesso, non solo perché l'omicidio intenzionale è uno dei reati più gravi del codice penale, ma anche per le modalità in cui il reato è stato compiuto. Come si è già detto, esso è caratterizzato dal fatto che l'autore ha ucciso con le mani nude, e che lo ha fatto durante molti lunghi minuti, non meno di 6, forse 8. Questo significa, oltre l'atroce lunga agonia inflitta alla vittima, che egli ha agito con una determinazione criminale fuori dal comune, reiterata per ogni secondo, senza ripensamenti, sino all'epilogo fatale, nonostante che in ogni momento sarebbe stato possibile fermarsi. E' pertanto manifesta la differenza dell'intensità dell'intento rispetto a chi esplode un colpo di pistola, magari per effetto di una quasi inconsapevole contrazione di un istante dell'indice sul grilletto, o rispetto a chi nel volgere di un secondo sferra una coltellata o infligge un colpo con una spranga. Questi altri omicidi consumano il loro reato in qualche secondo, o addirittura in meno di un secondo. Dopo questi pochi istanti essi potranno essere pentiti, ma non possono più tornare indietro, se non cercando soccorso per la loro vittima. AC 1 al loro confronto è da questo punto di vista molto più colpevole, avendo dimostrato con il proprio agire di volere la morte della moglie durante lunghi minuti, nei quali non ha provato nessuna pietà nonostante sentisse da vicino, sotto di sé, il dolore e la paura della persona che stava lentamente uccidendo. Egli non solo non si è fermato durante tutto il tempo necessario a compiere l'atto, ma nemmeno dopo ha avuto ripensamenti di sorta. La moglie era forse già morta, o forse solo rantolante e moribonda (all. 32 RPG, pag. 16), ma comunque egli neppure ha pensato a cercare soccorso per lei. Con calma si è vestito, ha preso le sigarette e il telefonino, ed è andato in polizia a costituirsi. Questo è l'agire di un assassino più che di un omicida, e già si è detto che per la Corte la gravità del reato è tale da situarlo verso i limiti superiori della comminatoria di pena per l'omicidio intenzionale.\nNuovamente, si evidenzia che questo trattamento inumano l'accusato non l'ha inflitto a un nemico o a un rivale, ma alla propria moglie, sposata poco più di due anni prima, dalla quale aveva avuto un figlio meno di sei mesi prima. All'ingiustizia commessa nei confronti di __________ si aggiunge così quella commessa nei confronti del proprio figlio, al quale AC 1 ha impedito di conoscere la madre.\nQuanto ai motivi di tanta ferocia, la Corte non può che richiamare la lunga descrizione degli avvenimenti dei mesi che hanno preceduto il delitto. Non si è trattato di un fatto casuale o inspiegabile, ma dell'esplosione di violenza di un uomo aggressivo, violento e prevaricatore nei rapporti con la moglie. __________ raccontava da tempo di avere paura di essere uccisa dal marito, AC 1 confidava alla __________ \"che durante le loro liti doveva trattenersi per non andare oltre\" (all. 102 RPG, pag. 6)."}