Sostiene inoltre che AC 1 ha delinquito in buona fede in un clima di tolleranza generale, in uno stato di annebbiamento dovuto al consumo regolare di marijuana, precisando per altro che il ricavato delle vendite incriminate, protrattesi solo sino a luglio 2003, a dispetto di quanto indicato nell’AAC, era destinato al mantenimento della famiglia. Tra le circostanze a fondamento della prognosi favorevole, il difensore indica in particolare la nuova professione di venditore svolta con apprezzato impegno, la cessazione del consumo di marijuana, il periodo di tre anni trascorso dall’arresto ed un contesto famigliare invidiabile.