Infatti egli, dopo essere tornato in Svizzera dove aveva lasciato la moto, si è peritato di applicarvi targhe rubate, emesse per un altro veicolo, denunciando poi in Italia il furto della motocicletta della sorella. Qualche giorno dopo, proprio con AC 1, si è poi informato a sapere se il colpo era per finire stato commesso, non senza manifestare una certa insistenza a fronte del comportamento del AC 1 che gli aveva fatto capire che non ne voleva parlare. E se ne ha voluto parlare il AC 2, non era certo per curiosità, ma perché a lui spettava comunque una certa parte del bottino.