Dalla vita anteriore del AC 1 si deduce la sostanziale incensuratezza protrattasi fin oltre i 60 anni, anche se vi è un precedente del 1983 per emissione di assegni a vuoto, il quale, più che macchiarne la fedina penale, getta l'ombra del dubbio sull'immagine che egli ha dato di sé di persona responsabile del lavoro di 5000 operai. E' inoltre indubbio, nell'ottica dei reati commessi, che egli nulla ha imparato dal fallimento della sua precedente società e che anzi, contro ogni ragionevolezza, egli si è ostinato a portare avanti progetti rischiosi, già solo perché ubicati in poco affidabili contesti sudamericani, animato dalla chimera di chissà quali guadagni, giungendo a delinquere