AC3 era infatti confuso poiché annebbiato dall'alcool ed ha agito senza premeditazione mosso da un impulso di rabbia improvviso. Pone quindi in evidenza la personalità e la fragilità di carattere del suo assistito (ha avuto problemi legati a droga e alcool), comunque non violento, che è stato profondamente toccato dall'esperienza presso le carceri pretoriali e che, nel complesso, ha preso coscienza della gravità della sua situazione malgrado i successivi episodi riferiti dal PP. Ritenuti inoltre la sua giovane età, il sincero pentimento e la buona volontà di cominciare una nuova vita, e richiamato l'art. 64 CP, conclude chiedendo una riduzione della pena richiesta dal PP.