{"Signatur": "TI_TPC_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2004-03-25", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2002-150_2004-03-25.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=48086&nX40_KEY=4925062&nTrefferzeile=24&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "f79ce6d83d412ee08d9f2e07626a4bab"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["72.2002.150"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale penale cantonale 25.03.2004 72.2002.150"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale penale cantonale 25.03.2004 72.2002.150"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale penale cantonale 25.03.2004 72.2002.150"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale penale cantonale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale penale cantonale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale penale cantonale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 03:33:46", "Checksum": "e7629f7163b45c1792e9ca988631ebfd", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale penale cantonale 25.03.2004 72.2002.150\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nAnche questo teste è apparso alla Corte come del tutto credibile. La deposizione è libera da incongruenze, se non quella (comune a tutte le vittime) della mancata lettura dei documenti firmati, ed è comunque sicuramente disinteressata, atteso che l'atto di pegno non ha comportato addebiti sul suo conto.\n7.6. __________, come già aveva fatto prima del dibattimento, sostiene che tutti i predetti clienti sarebbero stati consapevoli di rilasciare in suo favore gli atti di costituzione in pegno, e pertanto sarebbero stati consenzienti. I suoi clienti avrebbero di conseguenza mentito in blocco. Riconosce che gli atti di pegno avrebbero servito i suoi interessi, ma ritiene -per quanto la Corte crede di avere compreso- che essi sarebbero stati utili anche alla causa dei suoi clienti, in quanto in tal modo, riunendo i denari, da una parte si sarebbero potute effettuare delle operazioni più grandi che altrimenti non sarebbero state possibili, e quindi i clienti avrebbero profittato del buon esito di queste operazioni, oppure, d'altra parte, in presenza di importi più consistenti sarebbe stato possibile ottenere condizioni più favorevoli per certe operazioni, cosa di cui nuovamente i clienti avrebbero profittato (cfr. anche le poco chiare dichiarazioni di cui al verbale 8 febbraio 2002 dell'accusata, A12, pag. 52 e segg.).\nLa spiegazione non ha per nulla convinto la Corte, che ha in particolare obiettato che non risultava alcun tipo di operazione che non avrebbe potuto essere eseguita anche con importi inferiori. Inoltre è manifesto che questa giustificazione non spiega per nulla l'esistenza dell'atto di pegno __________, alla quale, titolare di molti milioni di dollari, non si può certo validamente opporre l'esigenza di riunire i suoi soldi con quelli di altri per potere operare.\nDel resto, una costante del comportamento processuale dell'accusata è stata quella di non fornire assolutamente nessun tipo di riscontro oggettivo per le proprie affermazioni di innocenza, eccezion fatta per le analoghe dichiarazioni di __________ (di cui si dirà al consid. 7.7 che segue). Non che all'imputata si chiedesse di dimostrare la propria innocenza, e che la si voglia qui sanzionare per non averne fornito la prova, ma è ben vero che -in genere- all'accusato si può chiedere di almeno fornire gli estremi della verosimiglianza delle proprie asserzioni, così da poterle verificare in base agli atti, e che in difetto, come nella specie, di qualsivoglia indicazione concreta, non appare iniquo trarre delle conclusioni negative al riguardo della credibilità del prevenuto.\n7.7. L'unico elemento favorevole alla tesi della prevenuta è giunto dalle dichiarazioni del __________. Questi, non comparso in aula, durante l'istruttoria predibattimentale, in cui -è bene precisarlo- è stato sentito come indagato, ha sostenuto che la signora __________ chiedeva esplicitamente ai suoi clienti di rilasciarle degli atti di pegno, \"era una sua richiesta che formulava come gestore\" (verbale 25 febbraio 2002, A16, pag. 2), richiesta che sarebbe stata giustificata dal fatto che la __________ utilizzava il proprio conto per operare per i clienti, beneficiando così di un patrimonio più consistente e potendo effettuare operazioni di cambio \"che non era possibile effettuare sui conti piccoli di altri clienti\" (A16, pag. 7).\nPiù avanti egli ha però precisato \"che tutto quanto detto in precedenza circa lo scopo di questi atti di pegno sono mie deduzioni, tratte in base a quello che vedevo\" (ibidem).\nEgli ha comunque affermato di avere illustrato alla signora __________ la portata di un atto di pegno (pag. 7) e che essa era perciò a conoscenza dell'esistenza di tale atto pag. 8).\nIl __________ è quindi stato messo a confronto con la __________ (verbale 9 aprile 2002 di confronto __________ o/__________ /__________, A26). Le sue dichiarazioni in quell'occasione sono caratterizzate da non meno di sette \"non ricordo\" in sole tre pagine di verbalizzazione. Sulla questione dell'atto di pegno __________ ha detto di avere \"già riferito\" (pag. 2), rinviando con ciò al predetto verbale e alle modalità in cui l'atto fu rilasciato. Sulla questione dell'eventuale menzione dell'esistenza del pegno, in occasione di successive visite in banca della __________ e della __________, ha dichiarato di non ricordare (pag. 2).\nLe affermazioni del __________ devono però essere valutate con estrema cautela, già solo per il motivo che vanno a smentire quelle di quattro parti lese parse alla Corte credibili e disinteressate. Orbene, come dichiarato da __________ al dibattimento, risulta che il __________ ha dovuto lasciare la __________ dopo avere arrecato enormi danni con il proprio operato, tanto che la banca ha effettuato risarcimenti in favore di almeno 30 clienti (verbale dibattimentale, pag. 13), per un importo che secondo la difesa ammonta a parecchi milioni di franchi. La stessa __________ si ritiene pesantemente danneggiata da malversazioni commesse dal __________ nei suoi confronti, poi parzialmente risarcite, ed è a causa di queste asserite malversazioni che la __________ ha dovuto confessare alla __________ di avere subito delle perdite, per il che essa ha messo in atto le verifiche che hanno poi condotto al suo arresto.\nQuesto sospetto di malversazioni del __________ trova almeno parziale riscontro, a livello di indizio, nell'esistenza a suo carico di una procedura penale, i cui dettagli non sono però stati resi noti alla Corte."}