{"Signatur": "TI_TPC_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2004-03-25", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2002-150_2004-03-25.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=48086&nX40_KEY=4925062&nTrefferzeile=24&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "f79ce6d83d412ee08d9f2e07626a4bab"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["72.2002.150"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale penale cantonale 25.03.2004 72.2002.150"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale penale cantonale 25.03.2004 72.2002.150"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale penale cantonale 25.03.2004 72.2002.150"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale penale cantonale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale penale cantonale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale penale cantonale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 03:33:46", "Checksum": "e7629f7163b45c1792e9ca988631ebfd", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale penale cantonale 25.03.2004 72.2002.150\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nA mente dell'accusa, il reato di truffa sarebbe stato commesso in tre ambiti differenti: la __________ avrebbe innanzitutto fatto sottoscrivere a tre ignari clienti degli atti di costituzione in pegno dei loro averi bancari in suo favore; in secondo luogo essa avrebbe ingannato con astuzia la __________ circa l'entità dei guadagni (in realtà inesistenti) conseguiti con la sua gestione, inducendola così a corrisponderle degli onorari non dovuti, ed in terzo luogo essa avrebbe falsificato degli ordini di bonifico firmati dalla __________, beneficiando così di importi che non le spettavano, pervenuti su conti di sua pertinenza. L'appropriazione indebita riguarderebbe invece degli importi in contanti che la __________ avrebbe prelevato per conto della __________, e dei quali si sarebbe appropriata invece di effettuare i pagamenti che le erano stati indicati. I falsi documentali sarebbero stati allestiti ed utilizzati per commettere gli altri reati.\nDopo l'emanazione di questo atto di accusa, il Ministero Pubblico ha ricevuto altre notizie di reato riguardanti la __________. La nuova inchiesta è sfociata nell'atto di accusa aggiuntivo del 3 novembre 2003 per il titolo di ripetuta truffa e ripetuta falsità in documenti, risultando un altro caso di atto di pegno in favore della __________ contestato dal firmatario, ed essendosi l'accusata cointestata, all'insaputa della cliente, il conto aperto in Svizzera e sul quale sono confluiti gli averi di detta cliente.\n6. Al dibattimento l'accusata ha, in sostanza, respinto ogni addebito, tanto che la difesa ha concluso per la sua assoluzione. Ne è seguita un'istruttoria particolarmente laboriosa, ed in effetti il dibattimento si è protratto sull'arco di tre giorni. Vista la natura indiziaria del procedimento, l'accusa ha chiesto l'escussione di numerosi testimoni, ma la vera difficoltà dell'istruzione è stata determinata dalla quasi impossibilità (riconosciuta dalla difesa, che anzi ha ravvisato gli estremi del patologico, cfr. il doc. TPC _, allegato 1.2) di stabilire con l'accusata un dialogo coerente, vista la di lei insormontabile attitudine elusiva, che la portava, a dispetto dei moniti del Presidente, ad uscire continuamente dal solco della conversazione, e di fatto a rifiutare in prima battuta la risposta anche alle domande più semplici e dirette, oppure a formularla in termini incomprensibili.\nSintomatico in proposito l'episodio della domanda del Presidente, formulata al termine della seconda giornata del processo, volta a sapere perché essa conservasse l'originale di un ordine di bonifico, parzialmente in bianco, manoscritto e sottoscritto dalla __________ (che a rigore di logica avrebbe dovuto trovarsi, compilato, nella banca destinataria), e perché dello stesso essa possedesse anche delle fotocopie a colori, pressoché identiche all'originale (cfr., in cubo 1, la mappetta separata rossa doc. _).\nA tale domanda, la prevenuta ha fornito una risposta tanto prolissa quanto inintelligibile. Il Presidente ha pertanto invitato la difesa a verbalizzare con proprie parole la risposta della prevenuta. Non riuscendovi al momento, il difensore è stato invitato a procedere nella verbalizzazione alla ripresa del dibattimento. Il giorno dopo la dichiarazione è infine stata quella di non essere in grado di rispondere alla domanda (verbale dibattimentale, pag. 18).\nProprio per evidenziare questa particolare attitudine della __________, già il Procuratore Pubblico aveva fato allestire il verbale del suo interrogatorio dell'8 febbraio 2002 nella forma dell'integrale e letterale trascrizione delle dichiarazioni dell'accusata (A12), dalla cui lettura si evince chiaramente la particolarità della persona.\nNondimeno, la Corte non ha voluto dedurre da questo atteggiamento dell'accusata un giudizio di non credibilità delle sue tesi ed affermazioni, ma ha proceduto alla disamina dell'atto di accusa in primo luogo sulla scorta di elementi di giudizio oggettivi.\n7. La Corte si è chinata in primo luogo sull'accusa relativa alla sottoscrizione da parte degli ignari clienti di atti di costituzione in pegno dei loro averi bancari in favore dell'accusata.\n7.1. Una prima considerazione, di ordine generale, è quella per cui gli atti di pegno sono del tutto estranei alla logica dei rapporti che normalmente intercorrono tra un gestore patrimoniale ed il suo cliente, e non sono invece un atto di normale prassi bancaria, come ha tentato di sostenere la __________ (p. es. verbale 25 giugno 2002, A39, pag. 3).\nE' infatti evidente che gli atti di pegno in questione sono stati sottoscritti nell'esclusivo interesse della __________i, senza che vi sia alcun visibile motivo che avrebbe giustificato la loro firma da parte dei clienti. Per effetto delle messe a pegno l'accusata veniva a ricevere, grazie agli averi dei clienti, la copertura per le operazioni che essa effettuava per sé sui suoi conti garantiti dai pegni. Essa poteva pertanto estendere la propria operatività anche oltre l'ammontare dell'avere in conto, senza tema di vedersi rifiutare l'operazione. La banca, detto altrimenti, poteva permettersi di farle credito, potendo contare sulla copertura fornita dagli averi dei conti messi a pegno.\nChiarissimo è pertanto il tornaconto dell'accusata, mentre che per i clienti è visibile solo il rischio che essi correvano nel dovere garantire l'operatività della __________. Essa non riconosceva loro remunerazione di sorta per questa prestazione, di modo che proprio non è dato di vedere quale vantaggio essi avrebbero potuto trarre dall'operazione.\nOvviamente il risultato dell'analisi dei rischi e degli utili derivanti da questi atti di pegno è un primo chiaro e pesante indizio a favore della tesi accusatoria."}