piano viario); - che nella misura in cui contesta l’allargamento stradale e la costruzione del marciapiede l’opponente vorrebbe riavviare il dibattito sulla pubblica utilità e la proporzionalità dell’opera trascurando, tuttavia, che queste tematiche sono già state definitivamente risolte nell’ambito dell’approvazione del PR. Ciò basta ai fini del presente giudizio considerato che il Tribunale di espropriazione non ha la competenza per rivedere i contenuti di un atto pianificatorio definitivo e tantomeno dispone del sindacato di opportunità; - che, per la verità, la giurisprudenza ammette che un PR possa ancora essere contestato in sede di applicazione concreta (RDAT I-1995 no. 30 c. 4a).