{"Signatur": "TI_TE_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2008-09-29", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TE_001_20-2004-22-1_2008-09-29.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=101240&nX40_KEY=4921860&nTrefferzeile=24&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "233649818efd6579b8ff049363eaf1a7"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["20.2004.22-1"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di espropriazione 29.09.2008 20.2004.22-1"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di espropriazione 29.09.2008 20.2004.22-1"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di espropriazione 29.09.2008 20.2004.22-1"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di espropriazione "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di espropriazione "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di espropriazione "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Espropriazione formale per la realizzaizone di una strada di servizio (indennità per terreni posti in zona industriale-terziaria innovativa)"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 04:31:38", "Checksum": "9793fec6e27306b3a869de2d1c7b072c", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di espropriazione 29.09.2008 20.2004.22-1\nRegesto:\nEspropriazione formale per la realizzaizone di una strada di servizio (indennità per terreni posti in zona industriale-terziaria innovativa)\n\n\nsfogo o di uno schermo protettivo (DTF 129 II 420 c. 3.1.2; RDAT\nII-1994 no. 63, II-1998 no. 27 c. 3.1; TRAM 18.10.2004 N. 50.2003.14 in\nre CE L.).\n7.2. La garanzia della proprietà non assicura al proprietario la facoltà di\nedificare secondo criteri ottimali per trarne in massimo vantaggio. Pertanto, a\nfronte di un’espropriazione parziale, per determinare il potenziale edilizio\nresiduo, occorre attenersi al concetto di sfruttamento razionale vale a dire a\nquelle che, secondo il buon senso ed in base a contingenze oggettive, sono le\nprospettive d’uso ragionevoli del terreno, prescindendo da teorici propositi\naffaristici o addirittura speculativi (cfr.\nKommentar zum RPG, 1999, Riva, ad art. 5 no. 165-166; Knapp,\nPrécis de droit administratif, 4e ed., no. 2251).\nIl progetto coinvolge il mapp. no. 2088 soprattutto\nsul fronte N/E ritenuto che l’area espropriata verso Via __________ è già oggi\nadibita a sedime stradale. In particolare la costruzione della nuova __________\nsottrae al mapp. no. 2088 tutta la fascia di terreno che si estende tra lo\nstabile esistente ed il confine con il mapp. no. 2378 per una lunghezza di ca. ml\n40 ed una profondità di ca. ml 9; lungo il lato verso Via __________ l’allargamento\npriva inoltre il terreno di una striscia di ca. ml 3 x ml 30. Con ciò la superficie\ncomplessiva passa da mq 1200 a mq 757, una riduzione del 37% ca. certamente non\nesigua.\nOra, nell’ambito di una valutazione\nd’insieme ed anche considerando che dagli atti non si evince alcuna concreta prospettiva\ndi miglior uso del terreno, la diminuzione della superficie non è una\ncircostanza trascurabile.\nInfatti la proprietà è privata di un’area di servizio che è necessaria\nall’attività svolta e che non potrà essere ricostituita; perciò, sotto questo\nprofilo, il pregiudizio non può dirsi completamente compensato con il\nversamento dell’indennità per il terreno.\nD’altra parte, a differenza delle zone artigianali – dove i terreni possono\nessere occupati con piccoli depositi o laboratori e sono quindi sfruttabili razionalmente\nanche se di dimensioni contenute – nelle zone industriali normalmente sono\nrichieste aree di ampio respiro. Il mapp. no. 2088 risulta dunque penalizzato\ndall’espropriazione poiché se la SUL\nammessa resta quella assegnata dall’art. 11 NAPRP-PF ossia mq 900, viceversa la\nsuperficie sfruttabile a fini edilizi (di per sé stessa già contenuta in\norigine) si è ridotta a tal punto da essere ben poco attrattiva per un\npotenziale acquirente interessato ad un terreno industriale; in sostanza essa\npotrebbe richiamare solo l’attenzione di un artigiano con bisogni di spazio\nlimitati ed è quindi svilita dal profilo commerciale.\nPremesso che la demolizione dello stabile esistente non è ipotizzabile né\nprevedibile, anche perché si tratta di un edificio in uso ed in ottimo stato, l’espropriazione\nsi riflette sulle possibilità di ristrutturazione e/o ampliamento. In\nparticolare, considerata la SUL già sfruttata di mq 339 (cfr. registro degli\nindici), un ampliamento, secondo criteri ragionevoli, occuperebbe una SUL massima\ndi mq 250; con ciò potrebbe essere raggiunta una SUL totale di ca. mq 590 che\nequivale ad uno sfruttamento del 65% soltanto rispetto al massimo\nconcesso di mq 900.\nTutto ciò considerato il deprezzamento della frazione residua in ragione delle\nridotte possibilità d’uso può essere stimato nel 40% del valore edilizio pieno\nriconosciuto sopra. Pertanto l’indennità è fissata in fr. 80.- il mq per\ncomplessivi fr. 60'560.- (fr. 80.- x mq 757).\n7.3. L’espropriata ascrive il\ndeprezzamento della proprietà anche all’aumento del carico ambientale dovuto al\ntraffico stradale.\nDi fatto, tuttavia, l’area espropriata, in parte destinata ad ospitare un\nmarciapiede, non ha funzione di schermo protettivo già solo perché il concetto\ndi schermatura verso i vicini è tipico delle zone residenziali non invece di\nquelle industriali dove, notoriamente, i fondi non necessitano di particolari\nbarriere difensive (al di là delle normali recinzioni a confine) ed il carico\nfonico ed ambientale non è un elemento che incide in modo determinante sul\nvalore dei terreni. Tanto è vero che il grado di sensibilità III ai rumori\n(art. 9 NAPR), che vale nella zona, corrisponde a quello usualmente\nriconosciuto nei comprensori industriali o artigianali.\nCiò detto bisogna anche considerare che, vista la destinazione industriale del\ncomprensorio e ritenuto che le sue capacità insediative sono ben lungi\ndall’essere esaurite, l’eventuale aumento dell’aggravio fonico ed atmosferico\nnon è riconducibile o imputabile all’evento espropriativo; la causa principale\nva ricercata, semmai, nello sviluppo dell’intera zona del __________ e\nnell’adeguamento conseguente della rete viaria voluti e pianificati dalle\nautorità. In altre parole il cambiamento delle condizioni ambientali si\nprodurrebbe anche se il fondo non fosse colpito da espropriazione, motivo per\ncui manca l’indispensabile nesso causale tra il pregiudizio e l’espropriazione.\nA ciò si aggiunge che la nuova __________ e l’ampliamento di Via __________\nsono previste dal PRP-PF approvato il 19.9.1995 cosicché l’aumento dei volumi\ndi traffico era ampiamente prevedibile e l’espropriata poteva e doveva\naspettarsi da tempo un incremento delle immissioni foniche, appunto perché\ncorrelato all’espansione edilizia della zona ed al rinnovamento del sistema\nviario. Non vi è poi alcun elemento a comprova che le immissioni siano\ndestinate a superare i limiti di legge. Non avendo in alcun modo adattato le\nsue infrastrutture all’evolversi delle circostanze, segnatamente con l’adozione\ndi provvedimenti atti a limitare l’impatto delle immissioni, l’espropriata non\npuò ora imputare all’ente pubblico un minor valore della proprietà poiché così"}