che difatti, come rettamente osserva l’opponente, l’espropriato dev’essere messo in grado di esercitare il diritto di essere sentito con piena cognizione di causa e, in futuro, deve anche poter sollecitare la retrocessione qualora il Comune non usasse i diritti espropriati allo scopo previsto oppure li adibisse ad uno scopo diverso da quello per cui è stata concessa l’espropriazione (art. 61 Lespr). Entrambe tali ipotesi presuppongono, ovviamente, la conoscenza completa di quanto dovrà essere costruito e delle relative ripercussioni anche finanziarie (cfr. TRAM 27.11.1992 N. ES 17/91 c. 5); - che per elaborare il progetto non occorre che il Comune sia proprietario della sedime.