Non si vede quindi come il cantiere possa aver influito sui prezzi quando il negozio è rimasto raggiungibile in automobile fino a metà aprile del 2010 e l’accesso pedonale non è mai stato impedito. Il fatto poi che l’istante abbia rinnovato le scorte nel periodo di chiusura della strada è segno che le vendite sono proseguite nonostante i lavori e contraddice l’asserita (e qui negata) riduzione del fatturato. In sostanza il danno non è dimostrato e soprattutto manca la prova di un nesso di causalità con i lavori stradali.