{"Signatur": "TI_TE_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2011-12-20", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TE_001_10-2010-13_2011-12-20.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=110476&nX40_KEY=4921791&nTrefferzeile=44&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "9ed20fee7146e68ee8ffd88caf15d8ad"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["10.2010.13"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di espropriazione 20.12.2011 10.2010.13"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di espropriazione 20.12.2011 10.2010.13"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di espropriazione 20.12.2011 10.2010.13"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di espropriazione "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di espropriazione "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di espropriazione "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Diritti di vicinato - inconvenienti da cantiere"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 04:58:52", "Checksum": "3625f1742e839dd8e85c84e158cd730d", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di espropriazione 20.12.2011 10.2010.13\nRegesto:\nDiritti di vicinato - inconvenienti da cantiere\n\n2.\n2.1. La fattispecie in esame si\ncolloca nel contesto dei rapporti di vicinato che impongono ad ogni\nproprietario di astenersi da eccessi pregiudizievoli nell’uso dei diritti di\nproprietà (art. 684 CC); qualora trascenda nell’esercizio di tali diritti,\nspecie causando immissioni eccessive sul fondo del vicino, quest’ultimo potrà\nadire il giudice civile avvalendosi delle azioni di difesa istituite dall’art.\n679 CC.\nSe però le immissioni provengono dallo sfruttamento o dalla costruzione di un’opera\npubblica, al cui proprietario (ente pubblico) compete il diritto di\nespropriare, e se le stesse sono inevitabili o evitabili ma ad un prezzo\nsproporzionato, i mezzi di difesa del vicino offerti dal diritto privato\nvengono sacrificati a favore del prevalente interesse pubblico dell’opera. Ad\nessi si sostituisce la pretesa al versamento di un’indennità espropriativa, da\nsottoporre al giudice delle espropriazioni, fondata sull’art. 5 cpv. 1 della\nLegge federale di espropriazione, norma che prevede che possano formare oggetto\ndi espropriazione formale anche i diritti risultanti dalla proprietà fondiaria\nin materia di rapporti di vicinato, tra i quali si annoverano in particolare i\ndiritti di difesa giusta gli art. 679 e 684 CC. In effetti, concretamente, una\ntale espropriazione altro non è che la costituzione coatta di una servitù\nprediale a carico del fondo del vicino ed a favore del proprietario dell’opera\ndi interesse pubblico, il cui oggetto consiste nell’obbligo di tollerare le\nimmissioni (DTF 132 II 434 c. 3, 129 II 72 c. 2.4, 420 c. 3.1 e rinvii; RtiD\nI-2006 no. 23 c. 3).\nNella Legge di espropriazione cantonale i diritti di vicinato non sono\nespressamente menzionati come suscettibili di espropriazione (cfr. art. 1\nLespr). Nondimeno la giurisprudenza ammette che possano essere espropriati\nformalmente, e quindi indennizzati, alle medesime condizioni poste dalla\ngiurisprudenza federale (cfr. RtiD I-2006 no. 23).\n2.2. La costruzione del nuovo ponte di Via __________ è indubbiamente un’opera\nd’interesse pubblico realizzata su sedime stradale appartenente al patrimonio\namministrativo del Comune di __________; quest’ultimo fruisce del diritto di\nespropriare (art. 2 cpv. 1 Lespr), avendolo del resto puntualmente esercitato\nal fine di eseguire l’opera.\nAltrettanto indubbio è che le immissioni provocate dal cantiere fossero\noggettivamente inevitabili. Il ponte doveva essere sostituito e ricostruito\ninteramente a nuovo, sia per ovviare ad evidenti carenze strutturali dovute\nalla vetustà del manufatto, sia per garantire un collegamento viario conforme\nalle esigenze della circolazione dettate dal __________. Un’opera importante,\nquindi, e che rivestiva una certa urgenza, per la cui esecuzione sono stati\nadottati gli abituali metodi e mezzi di lavoro. In effetti, a fronte del\ntraffico notoriamente intenso in quella zona, il Comune non poteva eseguire un\nintervento di tale portata e restituire al più presto la strada al pubblico\nsenza chiudere temporaneamente il ponte al transito e senza adottare una\nspeciale regolamentazione viaria; né poteva ricorrere a metodi e strumenti di\nlavoro alternativi che fossero altrettanto validi e rapidi ma meno fastidiosi.\nPertanto la pretesa ha senz’altro carattere espropriativo ed è quindi di\ncompetenza del Tribunale di espropriazione.\n3.\n3.1. IS 1 è conduttrice nello\nstabile al mapp. no. 481 oltre che vicina, ai sensi dell’art. 684 cpv. 1 CC,\nrispetto al proprietario del confinante sedime stradale. La sua legittimazione\nattiva, peraltro nemmeno contestata, è dunque pacifica.\n3.2. Il mapp. no. 481 è stato in parte coinvolto nella procedura espropriativa\ni cui atti sono stati depositati dal 23.2 al 24.3.2009 presso la cancelleria\ncomunale; il deposito è stato annunciato sul FU 13/2009 del 17.2.2009. Di\nconseguenza le pretese d’indennità erano soggette ai termini di perenzione\nprevisti dagli art. 24 e 32 Lespr (DTF 131 II 65 c. 1.1). Quest’ultima\nnorma, in particolare, prevede che l’interessato possa presentare una richiesta\ndi indennità dopo il termine di esposizione e dopo la procedura di stima purché\ndimostri di aver saputo solo più tardi dell’esistenza di un suo diritto, oppure\nqualora l’ente espropriante pretenda di sottrarre un diritto non contemplato\nnegli atti (art. 32 cpv. 1 let b Lespr). In tal caso il diritto di notificare\nla pretesa si perime trascorsi 3 mesi dal momento in cui il titolare ha avuto\nconoscenza della sua proponibilità (art. 32 cpv. 2 Lespr), ovvero dal giorno in\ncui, facendo prova della diligenza suggerita dalle circostanze, poteva\nragionevolmente ritenere che l’agire dell’ente pubblico fosse costitutivo di\nespropriazione (RtiD I-2006 no. 23 c. 4.1).\nL’istanza in esame è stata inoltrata a questo Tribunale nel dicembre del 2010,\nquindi a distanza di oltre quattro mesi dalla chiusura del cantiere di Via __________.\nGià l’11.2.2010, ossia tre settimane dopo l’inizio dei lavori, IS 1 ha tuttavia\nindirizzato al Municipio uno scritto di protesta denunciando gravi disagi a\ncausa dei lavori ed un enorme danno di natura patrimoniale (doc. E). Con ciò,\npur non quantificando il danno, essa ha chiaramente manifestato la sua\nintenzione di farsi indennizzare. Di conseguenza la pretesa è da ritenersi\ntempestiva.\n"}