Non risulta peraltro che il Comune abbia mai fornito garanzie vincolati circa l’assetto futuro dei terreni né che le proprietarie abbiamo mai manifestato l’intenzione di sfruttare i fondi in modo più proficuo e siano state ostacolate per motivi legati alla pianificazione. Anzi, il fatto stesso che non abbiano contestato lo statuto pianificatorio stabilito con il nuovo PR è segno che non intendessero destinare le superfici ad un uso (edilizio) migliore e più redditizio (cfr. RDAT II-1996 no. 46 c. 3).