{"Signatur": "TI_TE_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2007-05-21", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TE_001_10-2006-7-1_2007-05-21.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=94115&nX40_KEY=4921948&nTrefferzeile=79&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "522a953067a5ecad954502ca00eb4d41"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["10.2006.7-1"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di espropriazione 21.05.2007 10.2006.7-1"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di espropriazione 21.05.2007 10.2006.7-1"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di espropriazione 21.05.2007 10.2006.7-1"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di espropriazione "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di espropriazione "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di espropriazione "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "espropriazione formale nell'ambito della creazione di una zona balneare (zona AP-EP con destinazione svago e balneazione e zona di protezione della natura Zp1)"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "09.04.2026 21:23:04", "Checksum": "23c876fc395f5c833a9c7daee1b98ede", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di espropriazione 21.05.2007 10.2006.7-1\nRegesto:\nespropriazione formale nell'ambito della creazione di una zona balneare (zona AP-EP con destinazione svago e balneazione e zona di protezione della natura Zp1)\n\n\nanche poter sollecitare la retrocessione qualora il Comune non usasse il\nterreno allo scopo previsto o lo adibisse ad uno scopo diverso da quello per\ncui è concessa l’espropriazione (art. 61 Lespr.). Entrambe tali ipotesi\npresuppongono ovviamente la conoscenza completa del progetto e le sue\nripercussioni (cfr. TRAM 27.11.1992 N. ES 17/91 in re F. consid. 5).\nIn quest’ottica la documentazione prodotta è dunque carente.\n6.6.1.\nAll’udienza di conciliazione del 17.1.2007 il Comune ha dichiarato di aver\navviato separatamente e solamente le procedure di espropriazione dei mapp. no.\n316, 317 e 494 rispettivamente del mapp. no. 531 poiché con gli altri\nproprietari erano ancora in corso trattative in vista di una cessione\namichevole. Con ciò ha confermato l’argomentazione già opposta (nell’inc.\ncongiunto no. 10.2004.91) alla contestazione di violazione del principio di\nunitarietà della procedura espropriativa per omessa espropriazione congiunta di\ntutte le proprietà interessate dalla proposta di intervento.\n6.2. Come già rilevato la pubblicazione degli atti ai sensi dell’art. 20ss\nLespr. ha lo scopo di permettere ai proprietari colpiti da espropriazione di\ntutelare i loro diritti con piena cognizione di causa. L’esercizio di tali\ndiritti implica la conoscenza dell’opera in senso lato, ossia di tutte le sue\ncomponenti progettuali e delle sue ripercussioni sulla proprietà, anche quelle\ndi ordine economico. In quest’ottica l’opera non può essere intesa che come\nconcetto unitario poiché altrimenti gli interessati non disporrebbero di tutte\nquelle informazioni indispensabili per un corretto esercizio del diritto di\nessere sentito. Perciò la procedura espropriativa per un’opera che coinvolge\npiù fondi non può essere spezzettata, esattamente come non è possibile\nsuddividere le pretese espropriative (Hess/Weibel, op. cit., ad art. 27\nno. 12; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, Aménagement du territorie,\nconstruction, expropriation, 2001, no. 1231; DTF 111 Ib 15 c. 5c p. 22).\nLa necessità di trattare nello stesso modo tutte le proprietà colpite da un\nmedesimo progetto, tra l’altro fornendo le medesime indicazioni a tutti i\nproprietari anche in punto alle indennità, scaturisce dallo stesso principio\ndella parità di trattamento. Analogamente il Tribunale di espropriazione deve\navere un quadro globale e preciso della situazione e disporre di tutti gli\nelementi necessari al giudizio, essendo impensabile che si pronunci anche solo\nin via incidentale – in merito ad un’opposizione o una domanda di modifica dei\npiani – senza conoscere le sorti di tutti i terreni coinvolti nel progetto.\n6.3. In concreto è circostanza incontrovertibile che il Comune concepisca la\nproposta di intervento come opera unitaria; lo si desume sia dalla relazione\ntecnica sia dagli atti pubblicati che, fatta eccezione per le aree adibite a\nposteggio, sono identici per entrambe le procedure. Pertanto l’avvio di una\nsola procedura nei confronti di tutti i proprietari o, quantomeno, di tutti\nquelli coinvolti nella prima tappa era un’esigenza imprescindibile. Infatti se\nè vero che in virtù del principio di sussidiarietà l’espropriazione rappresenta\nl’ultima ratio, è però altrettanto vero che una trattativa privata non può\nprotrarsi all’infinito né condizionare l’avvio della procedura espropriativa a\nseconda del libero arbitrio dell’ente pubblico (Hess/Weibel, op. cit.,\nad art. 1 no. 36, Vorbemerkungen zu art. 27-44 no. 4). Se per di più, come\nammette il Comune, l’attuazione dell’opera non è imminente né urgente non v’è\nalcuna ragione per procedere in via coatta solo contro alcuni proprietari. In\nogni caso lo stanziamento del credito da parte del Consiglio Comunale per\nl’acquisto dei mapp. no. 316, 317 e 494 (cfr. MM 59 del 21.2.2006 e ris. CC\n24.4.2006) non è un motivo sufficiente già solo perché una volta scaduto può\nessere riproposto.\nOra, prescindendo dai sedimi espropriandi, nonostante il tempo trascorso non si\nsa ancora nulla di preciso riguardo all’acquisto delle particelle restanti.\nStando alla documentazione prodotta la trattativa con la proprietaria del mapp.\nno. 319 si è arenata nel 2002 (cfr. lettera 10.7.2002) e quella con il\nproprietario del mapp. no. 493 nel 2003 (cfr. lettera 24.6.2003). Con il Comune\ndi __________, proprietario dei mapp. no.539, 495, 312 e 313 – che non è\naggregato, che auspica la creazione di un bagno pubblico ma che sta pure\nvalutando la possibilità di costruire un porto (cfr. lettera 6.6.2002) – non è\nstato raggiunto alcun accordo definitivo. Infine manca una qualsiasi\nindicazione in merito all’acquisizione del mapp. no. 315.\nA ciò si aggiunge che per i mapp. no. 493, 319 e 315 nemmeno sono stati\nstanziati i crediti di acquisto e tantomeno è stato approvato il credito di\ncostruzione anch’esso solo stimato sommariamente in fr. 4'750'000.-.\n"}