Ciò non significa, tuttavia, che si debba sempre accordare la preferenza all’interpretazione più favorevole all’interesse pubblico in questione, poiché la salvaguardia di quest’ultimo trova un limite nello stesso principio della buona fede e quindi non può comportare oneri che il privato, all’atto della stipulazione, non poteva ragionevolmente prevedere (DTF 122 I 328 c. 4e, 132 I 150 c. 3.2.4; Häflin/Müller/Uhlmann, op. cit., no. 1103-1104; Imboden/Rhinow, op. cit., N. 20 B V; Waldmann, op. cit., p. 12; Müller-Tschumi, Leistungsstörung bei verwaltungsrechtlichen Verträgen, in: Der verwaltungsrechtliche Vertrag in der Praxis, IDE 2007, p. 69).