Il sedime restante della particella era ed è rimasto attribuito alla zona edificabile R3. Ridotta a questa constatazione l’analisi sembrerebbe deporre contro il verificarsi di un’espropriazione materiale nella misura in cui la parte libera da vincoli, specie quella centrale più ampia, parrebbe comunque prestarsi all’edificazione (costruzione di ca. ml 7.50 x 18). Posto in questi termini il ragionamento è però incompleto. Infatti lo stato del fondo ed il suo potenziale edificatorio devono essere accertati alla luce di tutti gli elementi che lo qualificano influenzandone le possibilità di sfruttamento e tra questi si annovera, in particolare, anche il piano viario.