Per il resto il terreno fu accluso alla zona edificabile R3. Successivamente le infrastrutture sportive furono attuate senza occupare per intero l’area originariamente riservata nel piano di utilizzo, motivo per cui il Comune ritenne di utilizzare il sedime in esubero per soddisfare altri bisogni della collettività ed in particolare per la costruzione di abitazioni a carattere sociale. La nuova destinazione fu formalizzata nella variante approvata il 19.12.1989 dal Consiglio di Stato.