Gli istanti ammettono, invero, che l’acquisto sia avvenuto “a trattative private”, ma evidenziano che fu dettato da motivi prettamente pubblici e dalla volontà del Comune di evitare una procedura contenziosa. Questi doveva infatti, dichiaratamente, assicurarsi quella ed altre superfici già riservate a scopi pubblici nel piano regolatore che il Consiglio Comunale aveva da poco adottato. Sicché, in mancanza di un accordo con i privati, l’espropriazione, materiale e formale, sarebbe stata inevitabile. Quindi, poiché il contratto sostituì la procedura di espropriazione, esso ha necessariamente carattere espropriativo. Che la transazione stipulata nel 1976 si riconduca ad uno specifico contesto