{"Signatur": "TI_TE_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2008-07-09", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TE_001_10-2004-118_2008-07-09.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=103092&nX40_KEY=4933437&nTrefferzeile=4&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "dc335ea9ede67066ac30f0f95f7e099f"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["10.2004.118"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di espropriazione 09.07.2008 10.2004.118"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di espropriazione 09.07.2008 10.2004.118"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di espropriazione 09.07.2008 10.2004.118"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di espropriazione "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di espropriazione "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di espropriazione "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Espropriazione materiale per mancata inclusione di un mappale nella zona artigianale-industriale"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 00:52:18", "Checksum": "cf0011db052f50cebebbce892267fd4c", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di espropriazione 09.07.2008 10.2004.118\nRegesto:\nEspropriazione materiale per mancata inclusione di un mappale nella zona artigianale-industriale\n\n\npossibilità di miglior uso (Riva, Kommentar zum RPG, 1999, ad art. 5 no. 123-134; DTF\n121 II 417 c. 4a; 125 II 431 c. 3a; RDAT 1990 no. 67 e 85, I-1991 no.\n68, I-1992 no. 49).\nLa problematica verte dunque sul grado di ingerenza dell’atto pianificatorio\nnella sfera protetta e sul potenziale edificatorio che soggiacciono ad una\nponderazione oggettiva ed assurgono a criteri decisivi per il giudizio sulla\nlegittimità di un risarcimento. Perciò occorre vagliare tutti gli elementi che\nqualificano il fondo influenzandone le possibilità di sfruttamento – deducibili\ntanto dagli atti pianificatori e dalla legislazione edilizia, quanto dall’effettiva\ne prevedibile utilizzazione del suolo e dalle qualità intrinseche del fondo –\nonde accertare se, al momento dell’istituzione del vincolo, l’edificabilità\nfosse una realtà di fatto concreta ed attuabile a breve termine oltre che\ngiuridicamente plausibile.\n2.2. La giurisprudenza associa all’istituto dell’espropriazione materiale i\nconcetti di dezonamento e di non-attribuzione.\nUn dezonamento si produce quando l’autorità pianificatoria estromette un fondo\nda una zona già definita come edificabile da un piano di utilizzo conforme alla\nlegge sulla pianificazione del territorio (LPT) per attribuirlo ad una zona non\nedificabile. Sebbene attui una restrizione della proprietà, il dezonamento non\nha, sic et sempliciter, connotazione di espropriazione materiale quest’ultima\nessendo subordinata all’imprescindibile requisito di verosimiglianza oggettiva\ndell’edificabilità del fondo (Riva, op. cit., no. 140, 161-163; DTF\n121 II 417 c. 3e, 122 II 326 c. 4).\nDà luogo, invece, ad una cosiddetta non-attribuzione l’autorità pianificatoria\nche, adottando il suo primo piano di utilizzo conforme alla LPT, omette di\nassegnare un terreno alla zona edificabile. Secondo un’opinione diffusa la\nnon-attribuzione di principio non adempie ai presupposti di un’espropriazione\nmateriale e quindi nemmeno è fonte di indennità (Riva, op. cit., no.\n114, 141-145; DTF 121 II 417 c. 3e, 122 II 326 c. 4, 125 II 431 c. 3b; RDAT\nII-1998 no. 47 c. 3b). Infatti l’ordinamento giuridico vigente ed in\nparticolare la garanzia della proprietà, non riconoscono al titolare alcun\ndiritto generico all’attribuzione del fondo ad una zona edificabile o al\nmantenimento di uno specifico regime edilizio, neppure se il terreno era\nedificabile in base al diritto previgente e dotato delle infrastrutture minime\n(DTF 120 Ia 227 c. 2b p. 232, 121 I 245 c. 6a, 455 c. 4a).\nUna non-attribuzione potrebbe comportare un obbligo di indennizzo, solamente in\nvia eccezionale, qualora circostanze particolari, concrete ed oggettive,\navrebbero giustificato l’inserimento in una zona edificabile. Tale ipotesi\npotrebbe concretizzarsi qualora il fondo fosse nel contempo edificabile o\nquantomeno dotato delle infrastrutture di urbanizzazione primaria, compreso nel\npiano generale delle canalizzazioni (PGC) ed il proprietario avesse investito somme\nconsiderevoli in vista della sua urbanizzazione ed edificazione; oppure qualora\nil fondo fosse situato in un territorio già largamente edificato; oppure ancora\nqualora l’azzonamento fosse legittimato da motivi riconducibili al principio\ndella buona fede, istituto quest’ultimo che sembrerebbe peraltro estendersi\nall’insieme degli aspetti che caratterizzano l’eccezione sostanzialmente\nfinalizzata a compensare, attraverso un risarcimento, una reale aspettativa di\nmiglior uso che il proprietario, a fronte di motivi oggettivamente fondati e\nconcreti, ha riposto nell’ente pubblico e che questi a deluso (Riva, op.\ncit., no. 114, 146-160; DTF 121 417 c. 4b, 122 II 326 c. 6a, 125 II 431\nc. 4a).\n2.3. Il provvedimento pianificatorio definitivo che sopprime o limita la\ncomponente edificabile sottrae il bene al mercato dei fondi edilizi, ne\ncompromette la libera disponibilità privata e, di riflesso, ne riduce il\nvalore. Di conseguenza per il giudizio sull’espropriazione materiale è decisiva\nla data di entrata in vigore della misura restrittiva che è causa del deprezzamento\n(Riva, op. cit., no. 194; DTF 122 II 326 c. 4b; RDAT\nII-1991 no. 68).\nNell’ordinamento giuridico ticinese l’atto pianificatorio che definitivamente\nprogramma, organizza e disciplina le attività di incidenza territoriale\nistituendo, tra l’altro, anche le restrizioni che fossero motivate da necessità\npubbliche è il PR (art. 24 LALPT, 14 LPT). L’approvazione del Consiglio di\nStato ne sancisce l’entrata in vigore e con ciò, oltre ad essere giuridicamente\nvincolante, il PR crea la presunzione di pubblica utilità per tutte le\nespropriazioni, le imposizioni e le opere pubbliche pianificate (art. 39 cpv. 1\ne 40 LALPT).\n"}