{"Signatur": "TI_TE_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2006-12-06", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TE_001_10-2004-106-1_2006-12-06.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=92016&nX40_KEY=4921958&nTrefferzeile=66&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "ea671058333bd1f0d21c3660ecafbf43"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["10.2004.106-1"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di espropriazione 06.12.2006 10.2004.106-1"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di espropriazione 06.12.2006 10.2004.106-1"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di espropriazione 06.12.2006 10.2004.106-1"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di espropriazione "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di espropriazione "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di espropriazione "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "espropriazione formale nell'ambito della realizzazione di una zona di interesse comunale con estensione dell'espropriazione (indennità per terreni posti in zone edificabili di interesse comunale ZEIC)"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 04:10:01", "Checksum": "002c53ef8f71b1199145f3961db1aa10", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di espropriazione 06.12.2006 10.2004.106-1\nRegesto:\nespropriazione formale nell'ambito della realizzazione di una zona di interesse comunale con estensione dell'espropriazione (indennità per terreni posti in zone edificabili di interesse comunale ZEIC)\n\n9.\nAlle parti il 17 gennaio 2006 é\nstata data facoltà di esprimersi in merito agli atti acquisiti, e di inoltrare\nun memoriale conclusivo.\nGli espropriati non hanno presentato osservazioni; il Comune si é riconfermato\nnelle proprie tesi.\nIN\nDIRITTO\n10. Le zone edificabili d’interesse comunale (ZEIC) sono\ndisciplinate agli artt. 85-92 LALPT.\nSecondo l’art. 85 LALPT:\nQuando sia imposto dalla necessità di realizzare gli obiettivi di sviluppo\ndemografico, sociale e economico e i fini del piano regolatore o del piano\nparticolareggiato, il Comune può creare zone edificabili d’interesse comunale\nriservate alla residenza primaria. Esse devono essere commisurate ai bisogni e\norganizzate per un razionale sviluppo urbanistico (cpv 1).\nLe zone edificabili di interesse comunale sono destinate innanzitutto a\nfavorire l’insediamento di persone che intendono costruirvi la propria\nabitazione e che non troverebbero altrimenti, per la particolare situazione del\nmercato immobiliare del Comune, terreni per loro disponibili (cpv2).\nZone edificabili di interesse comunale possono pure essere destinate a favorire\nl’insediamento di aziende (cpv. 3).\nIl Comune si procura le zone edificabili di interesse comunale attraverso la\nlibera acquisizione o seguendo la procedura d’espropriazione. In quest’ultimo\ncaso il proprietario colpito ha diritto a piena indennità (art. 86 LALPT).\nDette zone sono quindi di principio legittime. Occorre valutare dunque se la\nloro istituzione giustifica il riconoscimento di un’indennità, ed in caso\naffermativo l’ammontare di quest’ultima.\n11. La proprietà è garantita; in caso di espropriazione o\ndi restrizione equivalente della proprietà è dovuta piena indennità (art. 26\nCF).\nDi conseguenza, ai sensi dell'art. 5 LPT il diritto cantonale deve prevedere\nun'adeguata compensazione di vantaggi o svantaggi rilevanti, derivanti da\npianificazioni secondo la legge federale sulla pianificazione del territorio\ndel 22 giugno 1979; per le restrizioni della proprietà equivalenti ad\nespropriazioni derivanti da pianificazioni, secondo detta legge, è dovuta piena\nindennità.\nLa legislazione ticinese, all'art. 39 cpv. 1\nLespr, prevede in effetti che pretese derivanti da vincoli che configurano gli\nestremi dell'espropriazione materiale debbano essere fatte valere entro il\ntermine di dieci anni dal giorno in cui è entrato in vigore il provvedimento\ndal quale si vogliono fare derivare le suddette pretese.\n12. Secondo la vigente\ngiurisprudenza, vi è espropriazione materiale, che dà diritto ad una piena\nindennità, quando l'uso attuale od il prevedibile uso futuro di una proprietà\nimmobiliare é vietato o ridotto in modo particolarmente grave così che il proprietario\ncolpito è privato delle facoltà essenziali dipendenti dal diritto di proprietà\nmedesimo. Una limitazione di minore rilievo può ugualmente costituire\nespropriazione materiale ove essa colpisca un solo proprietario od un numero\nristretto di proprietari in modo tale che, fosse loro negato l'indennizzo, essi\nsarebbero costretti a sopportare, a beneficio della comunità, un sacrificio per\nloro eccessivo ed incompatibile con il principio della parità di trattamento.\nIn entrambi i casi il miglior uso del fondo è da prendere in considerazione\nsolo se, al momento determinante, esso appare come molto probabile in un\nprossimo avvenire; un tale miglior uso del fondo va riferito, di regola, alle\nconcrete - in fatto e per legge - possibilità edificatorie del terreno medesimo\n(DTF 123 II 489 c. 6a, 121 II 417 c. 4a, 119 Ib 124 c. 2b; RDAT 1990 n.\n67 e 85, I-1991 n. 68, I-1992 n. 49; Grisel, Traité de droit\nadministratif, 1984, vol II, p. 769; Riva, Hauptfragen der materiellen\nEnteignung, 1990, p. 113 ss).\nLa\nproblematica verte dunque sul grado di ingerenza dell’atto pianificatorio nella\nsfera protetta e sul potenziale edificatorio, elementi che soggiacciono ad una\nponderazione oggettiva ed assurgono a criteri decisivi per il giudizio sulla\nlegittimità di un eventuale risarcimento. In quest’ottica occorre vagliare\ntutti gli elementi che qualificano il fondo influenzandone le possibilità di\nsfruttamento – riconducibili tanto alla legislazione vigente in materia\npianificatoria ed edilizia, quanto alla effettiva e prevedibile utilizzazione\ndel suolo ed alle qualità del fondo medesimo – al fine di accertare se, al\nmomento dell’istituzione del vincolo, l’edificabilità fosse una realtà di fatto\nconcreta ed attuabile a breve termine oltre che giuridicamente ammissibile.\n"}