{"Signatur": "TI_TCA_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2000-12-07", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TCA_001_50-1999-6_2000-12-07.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=17121&nX40_KEY=4933322&nTrefferzeile=53&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "1be6585060354c9f92904b9f08c8666d"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["50.1999.6"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo 07.12.2000 50.1999.6"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo 07.12.2000 50.1999.6"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale cantonale amministrativo 07.12.2000 50.1999.6"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale cantonale amministrativo "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 02:45:44", "Checksum": "36b426818c91bf342bffc84415f4178e", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale cantonale amministrativo 07.12.2000 50.1999.6\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nIl ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere deciso senza istruttoria sulla scorta degli atti (art. 18 cpv. 1 PAmm), dai quali dev'essere tuttavia stralciata la memoria irrita 11 luglio 1999 che __________ ha prodotto senza esserne autorizzata (cfr. art. 49 cpv. 3 PAmm) al termine dello scambio di allegati.\n2. In via preliminare occorre precisare che i ricorrenti impugnano la sentenza 8 aprile 1999 con la quale il Tribunale di espropriazione si è pronunciato - solo ed a giusto titolo (art. 45 Lespr) - sull'opposizione all'espropriazione e sulla domanda di modifica dei piani. Lo scrivente Tribunale si limiterà pertanto all'esame di tali specifici argomenti, che in questa fase processuale sono gli unici ad essere suscettibili di nuovo giudizio. La questione attinente all'eventuale sussistenza di una pregressa espropriazione materiale ed all'indennità dovuta agli espropriati sarà evasa dalla prima istanza al momento della crescita in giudicato della presente decisione.\n3. Come rettamente si osserva nella sentenza impugnata, la facoltà di opporsi all'espropriazione è stata inserita nella legge di espropriazione (art. 24 cpv. 2 lett. a) a dipendenza dell'art. 2 Lespr, che sancisce il principio di presunzione della pubblica utilità per le opere realizzate dal Cantone e dai Comuni (cfr. Messaggio 9.6.1969 del Consiglio di Stato al Gran Consiglio concernente il disegno di una nuova legge di espropriazione, in RVGC sessione autunnale 1970, p. 1614). Introducendo una tale \"praesumptio juris\" il legislatore non poteva esimersi dal prevedere, nell'ambito della procedura espropriativa, la facoltà del cittadino di opporsi all'espropriazione e in particolare il diritto di dimostrare la carenza della pubblica utilità. Quest'ultima prerogativa si appalesa infatti indispensabile in tutti quei casi in cui l'interessato non ha potuto far valere le proprie ragioni nell'ambito di una procedura di ricorso contro la pubblica utilità (in tal senso STF 2.6.1980 in re CE fu C. B.; RDAT 1986 N. 74). Se la pubblica utilità di un'opera viene ammessa nella procedura di approvazione del PR, il giudice delle espropriazioni non si trova più confrontato con una semplice presunzione, bensì con una certezza (praesumptio juris et de jure), per cui la controprova, già per ovvi motivi di sicurezza giuridica, non può più essere ammessa in sede di procedura espropriativa (RDAT I-1993 N. 49 e rinvii).\nIl principio secondo cui la legittimità dei PR e dei vincoli da essi istituiti può essere eccepita soltanto nell'ambito della loro procedura di adozione non è tuttavia assoluto. Secondo la giurisprudenza, successive contestazioni sono infatti proponibili in sede di applicazione concreta se l'interessato non poteva rendersi conto delle restrizioni imposte o se non aveva avuto la possibilità di contestarle in occasione dell'adozione del piano, oppure ancora se le circostanze che le avevano giustificate si sono nel frattempo sostanzialmente modificate (cfr. Imboden-Rhinow, Verwaltungsrechtsprechung V ed. N. 11 B II c, 143 B II h; Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, p. 139 ss.; DTF 123 II 337 consid. 3a, 116 Ia 207 consid. 3b, 115 Ia 1 consid. 3; RDAT I-1995 N. 30, 1984 N. 59).\nOrbene, posto che la pubblica utilità del parco __________ è stata regolarmente accertata durante la procedura di adozione e approvazione del PR di __________, nell'evenienza concreta non è ravvisabile alcune delle eccezioni giurisprudenziali dianzi evocate che permetterebbero di riesaminare la questione in sede espropriativa. Al momento della pubblicazione degli atti di PR i ricorrenti hanno potuto senz'altro rendersi conto della natura e dello scopo del vincolo apposto sul mapp. __________, tant'è vero che hanno impugnato le risultanze del piano insorgendo innanzi al Consiglio di Stato. Il fatto che il loro ricorso, tardivo, sia stato dichiarato irricevibile non è determinante, atteso che in via abbondanziale il Governo l'ha comunque esaminato nel merito giungendo alla conclusione che la misura pianificatoria era assolutamente giustificata siccome suffragata da un interesse generale preminente (cfr. ris. CdS no. 10097 del 24.11.1993, p. 51, con il rinvio alle motivazioni di cui alla decisione in re P. SA, proprietaria dei mapp. __________ e __________ inclusi nella medesima zona AEP, p. 49/50).\nSta di fatto che il PR revisionato di __________ è entrato in vigore il 24 novembre 1993 con l'approvazione del Consiglio di Stato e prevede la realizzazione di un parco e di un'area boschiva attrezzata di oltre 20'000 mq in località __________. La pubblica utilità di questo specifico intervento e delle espropriazioni che esso comporta non può più essere dibattuta, anche perché le circostanze che a suo tempo avevano indotto l'autorità comunale ad istituire la zona AP non hanno subito nel frattempo mutamenti di rilievo. Anzi, le recenti acquisizioni di terreni operate dal comune comprovano l'esatto contrario, ovvero che la situazione è rimasta immutata e che l'ente pubblico intende concretizzare al più presto gli intendimenti manifestati in ambito pianificatorio al fine di soddisfare le proprie necessità."}