{"Signatur": "TI_TCA_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "1999-11-29", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TCA_001_50-1999-4_1999-11-29.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=17119&nX40_KEY=4933343&nTrefferzeile=60&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "6f09bddf0a3cfe4b4f18609bd95aa8e3"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["50.1999.4"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo 29.11.1999 50.1999.4"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo 29.11.1999 50.1999.4"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale cantonale amministrativo 29.11.1999 50.1999.4"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale cantonale amministrativo "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 02:34:43", "Checksum": "acf718ee7be26143d0e0f637e432a348", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale cantonale amministrativo 29.11.1999 50.1999.4\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\n1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire in merito ai ricorsi contro le decisioni dei Tribunali di espropriazione o del suo Presidente, apprezzando liberamente il fatto ed il diritto, si fonda sull'art. 50 cpv. 1 Lespr.\nIl gravame in oggetto, tempestivo (art. 50 cpv. 3 Lespr) e correttamente formulato, è pertanto ricevibile in ordine e considerata la natura della contestazione posta a giudizio può essere deciso sulla base degli atti, senza procedere ad accertamenti istruttori (art. 18 cpv. 1 PAmm).\n2. Come in prima istanza, anche in questa sede la materia del contendere ruota attorno alla controversa sussistenza dei presupposti materiali dell'azione di retrocessione promossa dalla __________.\n2.1. Giusta l'art. 61 cpv. 1 Lespr:\n\"L'espropriato che non vi abbia rinunciato con dichiarazione scritta può pretendere la retrocessione di un diritto sottrattogli, previo rimborso dell'indennità ricevuta e di un'eventuale indennità di deprezzamento, nei seguenti casi:\na) quando, decorso il termine di 5 anni dall'acquisto da parte dell'espropriante, il diritto in questione non sia stato utilizzato allo scopo previsto;\nb) quando il diritto espropriato in vista dell'ampliamento futuro di un'opera non sia stato utilizzato a tale scopo entro il termine di 10 anni dall'acquisto;\nc) quando il diritto espropriato venga alienato o adibito ad uno scopo diverso da quello per cui l'espropriazione è stata concessa.\"\nNell'evenienza concreta appare evidente come la ricorrente non possa appoggiare la propria azione sull'art. 61 cpv. 1 lett. a Lespr invocato nel gravame. In effetti, come rileva a giusto titolo il primo giudice, il diritto espropriatole nel 1977 è stato utilizzato per incanalare il torrente __________ e quindi - con ogni evidenza - per lo scopo previsto. Il fatto che l'opera poteva essere benissimo realizzata previa imposizione di una semplice servitù di condotta non consente di pervenire alla conclusione opposta propugnata dall'insorgente. A prescindere dalla più che dubbia pertinenza dell'argomentazione, l'espropriata avrebbe dovuto contestare la proporzionalità dell'intervento espropriativo al momento della pubblicazione degli atti (cfr. art. 24 cpv. 2 e 28 Lespr). Essa tuttavia non solo ha omesso di opporsi all'esproprio quando ne aveva l'opportunità, ma l'ha addirittura accettato supinamente sottoscrivendo un accordo in sede di udienza di conciliazione. In simili evenienze la __________ non può più rimettere in discussione l'adeguatezza dell'espropriazione al fine di ottenere la retrocessione negatale dalla prima istanza per carenza dei requisiti sanciti dall'art. 61 cpv. 1 lett. a Lespr.\n2.2. In prima battuta, cioè al momento in cui ha promosso la causa che ci occupa, la ricorrente ha fondato la sua domanda sull'art. 61 cpv. 1 lett. c Lespr, intravedendo nella cessione del mapp. __________ al comune di __________ un sufficiente motivo di retrocessione ai sensi della predetta norma di legge.\nL'art. 61 Lespr relativo ai presupposti della retrocessione ha recuperato in sostanza i concetti racchiusi nell'art. 73 della precedente legge di espropriazione del 1940, che il legislatore cantonale di allora aveva coniato riprendendo i contenuti dell'art. 102 della legge federale sulla espropriazione del 20 giugno 1930. Prova ne sono i materiali legislativi del 1969, dai quali traspare manifesta la volontà di mantenere pressoché invariate le vecchie norme relative alla retrocessione (cfr. messaggio del 9 luglio 1969 concernente il disegno di una nuova legge di espropriazione in RVGC, sessione ordinaria autunnale 1970, p. 1620). Per comprendere l'esatto significato dell'art. 61 cpv. 1 lett. c Lespr 1971, la cui formulazione appare invero poco chiara, basta quindi riferirsi all'art. 73 lett. c Lespr 1940, il quale - riprendendo alla lettera l'art. 102 cpv. 1 lett. c LFespr - dava facoltà all'espropriato di chiedere la retrocessione di un diritto espropriato allorquando tale diritto non era stato utilizzato ad uno scopo di pubblica utilità e l'espropriante intendeva alienarlo o destinarlo ad un uso diverso da quello previsto.\nPosta questa premessa, le deduzioni operate dal Presidente del Tribunale di espropriazione in ordine alla reale portata dell'art. 61 cpv. 1 lett. c Lespr si avverano del tutto corrette (cfr. Hess-Weibel, Das Enteignungsrecht des Bundes, N. 16 ss. ad art. 102 LFespr). A dispetto del suo tenore approssimativo la norma non permette infatti alla parte espropriata di far capo all'istituto della retrocessione se il diritto espropriato è stato adoperato per lo scopo divisato.\nDonde l'impossibilità di accogliere le pretese di reintegrazione formulate dalla __________, poiché come visto in precedenza la superficie del mapp. __________ di __________ sottrattale a suo tempo è stata indubbiamente destinata al conseguimento dell'obiettivo fissato. La disparità di trattamento di cui si duole l'insorgente riferendosi agli ingiustificati vantaggi accordati dal Cantone ad alcuni proprietari espropriati nello stesso procedimento non consente di rimediare all'assenza dei presupposti sanciti dalla legge per concedere la retrocessione. Lo stesso dicasi del mancato adempimento degli impegni che lo __________ aveva assunto nei confronti della ricorrente, segnatamente l'omessa costituzione della servitù di giardino promessa alla __________ per espropriarle il mapp. __________ ad un valore inferiore a quello venale, le cui conseguenze - se del caso - dovranno essere accertate e liquidate nelle sedi giudiziali competenti.\n3. Stante quanto precede il ricorso dev'essere respinto con la conseguente conferma del giudizio impugnato.\nLa tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm per il rinvio dato dall'art. 50 cpv. 3 Lespr).\nPer questi motivi,\nvisti gli art. 102 LFespr; 24, 28, 50, 61 Lespr; 18 e 28 PAmm;\ndichiara e pronuncia:"}