{"Signatur": "TI_TCA_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "1999-08-18", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TCA_001_50-1999-1_1999-08-18.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=17116&nX40_KEY=4933348&nTrefferzeile=19&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "ec0398ffa55c8ebbff2711df6018fc61"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["50.1999.1"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo 18.08.1999 50.1999.1"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo 18.08.1999 50.1999.1"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale cantonale amministrativo 18.08.1999 50.1999.1"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale cantonale amministrativo "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 02:29:44", "Checksum": "4d6fecd278dade22e8325e15d8ad4e47", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale cantonale amministrativo 18.08.1999 50.1999.1\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire in merito ai ricorsi contro le decisioni dei Tribunali di espropriazione, apprezzando liberamente il fatto ed il diritto, si fonda sull'art. 50 cpv. 1 Lespr.\nIl gravame in oggetto, tempestivo (art. 50 cpv. 3 Lespr) e correttamente formulato, è pertanto ricevibile in ordine e considerata la natura della contestazione posta a giudizio può essere deciso sulla base degli atti, senza procedere ad accertamenti istruttori (art. 18 cpv. 1 PAmm).\n2. 2.1. Nei procedimenti contenziosi di espropriazione materiale le spese e le eventuali ripetibili vengono ripartite come in una normale procedura amministrativa, ovvero a dipendenza dell'esito del processo e del grado di soccombenza delle parti, conformemente al principio in tal senso dedotto dagli art. 28 e 31 PAmm. Solo se l'esistenza dell'espropriazione materiale è pacifica ed incontestata il proprietario avrà diritto ad ottenere la stima dell'indennità a spese dell'ente espropriante giusta l'art. 73 Lespr (RDAT I-1994 N. 48, 1987 N. 72, 1983 N. 82).\nConvenuto in giudizio innanzi al Tribunale di espropriazione della giurisdizione sottocenerina, il comune di __________ si è limitato a contestare l'ammontare delle pretese notificate dal proprietario, ammettendo peraltro pacificamente che i vincoli istituiti nel 1986 a carico del mapp. __________ avevano ingenerato espropriazione materiale. Ne segue in entrambe le cause stralciate dal primo giudice tornava applicabile, in tema di spese e ripetibili, l'art. 73 Lespr.\n2.2. Ai sensi dell'art. 73 Lespr le spese di procedura sono di regola interamente a carico dell'ente espropriante, che è tenuto a versare all'espropriato un'equa indennità a titolo di ripetibili; una ripartizione delle spese e la rinuncia all'assegnazione di ripetibili è consentita qualora le pretese dell'espropriato fossero manifestamente esagerate o infondate.\nLe ripetibili sono destinate al risarcimento del pregiudizio costituito dalle spese oggettivamente indispensabili che l'espropriato si è trovato costretto ad affrontare per assicurare un'adeguata difesa dei propri interessi (Hess-Weibel, Das Enteignunsrecht des Bundes, N. 3 ad art. 115 LFespr). L'indennità non copre necessariamente l'integrità dei costi sopportati: deve essere equa, adeguata all'impegno richiesto e alla difficoltà della vertenza piuttosto che al valore litigioso, che non è dunque decisivo (DTF 111 Ib 97 consid. 2c-d; Hess-Weibel, op. cit., N. 4 ad art. 115 LFespr). In effetti, il valore litigioso non può essere determinante, perché altrimenti l'espropriato verrebbe posto in grado - attraverso la formulazione della sua notifica - di influire praticamente senza rischio sull'ammontare della tassa di giustizia e delle ripetibili (RDAT I-1992 N. 62). Per quantificare le ripetibili il giudice delle espropriazioni deve pertanto riferirsi principalmente all'assistenza che l'avvocato ha effettivamente prestato a favore del cliente: questa è definita in particolare dal tempo e dalla diligenza impiegati, nonché dall'estensione e dalla complessità della causa (Hess-Weibel, op. cit., N. 3 ad art. 115 LFespr; RDAT II-1994 N. 66). Il Tribunale non è quindi vincolato dalla tariffa professionale degli avvocati (Zimmerli, Die neuste Rechtsprechung des Bundesgerichtes auf dem Gebiete des Enteignungsrecht, ZBl 74/1973 p. 193), che non può essere direttamente applicata e conserva unicamente valore indicativo (RDAT II-1992 N. 44, 1987 N. 72).\n2.3. Nei casi dedotti in giudizio, qualsiasi riferimento al valore litigioso - dato dalla differenza tra la domanda dell'espropriato e l'offerta formulata dall'espropriante al più tardi all'udienza di conciliazione (art. 27 TOA) - appare improponibile per l'esuberanza delle pretese di indennizzo notificate da __________ (fr. 400.-/mq nella causa di espropriazione materiale, fr. 420.-/mq in quella di espropriazione formale) e per l'insufficienza delle proposte risarcitorie formulate dal comune (fr. 150.- il mq, rispettivamente fr. 180.- il mq), entrambe lontane dalle reali quotazioni dei terreni situati in zona R3/R4 di __________. E' chiaro che quanto maggiore è il divario tra l'offerta dell'espropriante e la pretesa dell'espropriato, tanto più elevato è il valore della causa e, di riflesso, l'onorario dovuto al patrocinatore. Come si è già detto, questo vale tra cliente e avvocato, ma non significa che il giudizio sulle ripetibili ne debba subire le conseguenze, tant'è vero che la Lespr (art. 73 cpv. 2) permette di negare le indennità di patrocinio in caso di richieste chiaramente esagerate. L'eccesso rivendicativo posto in essere dall'espropriato non sarebbe nondimeno bastato per giustificare un eventuale rifiuto di concedere ripetibili in applicazione dell'art. 73 cpv. 2 Lespr, in quanto le pretese erano malgrado tutto diligentemente motivate ed i patrocini - considerati soprattutto gli interessi pecuniari in gioco - indubbiamente necessari.\nEntrambi i procedimenti non sono stati portati a termine, ma si sono conclusi prematuramente per decadenza dell'oggetto della lite, l'uno, e per transazione, l'altro. Dal profilo giuridico e fattuale nessuna delle due cause appariva invero particolarmente complessa. La prima si configurava alla stregua di un caso accademico di espropriazione materiale conseguente all'inclusione di parte di un fondo edificabile in zona per attrezzature pubbliche. La seconda concerneva l'esproprio parziale di una comune proprietà inedificata. Ambedue ruotavano esclusivamente attorno al quantum dell'indennizzo dovuto al proprietario.\nFermo restando che la diligenza con la quale il legale di quest'ultimo ha operato non è posta minimamente in discussione, il tempo consacrato alle pratiche non può oggettivamente rag\ngiungere le 110 ore propugnate nel gravame con riferimento alla sola causa di espropriazione materiale."}