deve essere equa, adeguata all'impegno richiesto e alla difficoltà della vertenza piuttosto che al valore litigioso, che non è dunque decisivo (DTF 111 Ib 97 consid. 2c-d; RDAT I-1992 N. 62; Hess-Weibel, op. cit., N. 4 ad art. 115 LFespr). In concreto, non si può fare a meno di osservare innanzi tutto che il rappresentante dell'espropriata non è un avvocato e non è neppure una giurista che svolge pratica legale. Egli non può quindi riferirsi alla TOA né per il calcolo degli onorari da fatturare ai propri clienti, né per la commisurazione delle ripetibili da rivendicare in giudizio.