Anzi, la riconferma del vincolo istituito nel 1973 e le recenti iniziative intraprese dal comune comprovano l'esatto contrario, ovvero che la situazione è rimasta immutata e che l'ente pubblico intende concretizzare al più presto gli intendimenti manifestati in ambito pianificatorio al fine di soddisfare le proprie necessità. Lo stesso discorso vale per l'assenza di bisogno che l'insorgente rimprovera al comune. In effetti, la censura andava tutt'al più avanzata in sede pianificatoria, non al momento dell'espropriazione e della notifica delle pretese di indennità.