{"Signatur": "TI_TCA_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2002-02-04", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TCA_001_50-1999-10_2002-02-04.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=17125&nX40_KEY=4930569&nTrefferzeile=100&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "d2d575e6b03f11719cb166c88c7cefec"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["50.1999.10"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo 04.02.2002 50.1999.10"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo 04.02.2002 50.1999.10"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale cantonale amministrativo 04.02.2002 50.1999.10"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale cantonale amministrativo "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "09.04.2026 22:44:47", "Checksum": "b9e2e4de8ccc4f4aaaeb1649da8b1c7a", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale cantonale amministrativo 04.02.2002 50.1999.10\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nIn ambito espropriativo, il principio di proporzionalità impone che l'espropriazione venga limitata ai diritti strettamente necessari al soddisfacimento dello scopo prefissato (cfr. art. 1 cpv. 2 LFespr). La ricorrente invoca questo principio adducendo che il comune dispone già di ampie superfici e non ha bisogno di espropriare nella misura prevista. Sennonché con questa argomentazione __________ tenta manifestamente di riaprire il dibattito sull'estensione della zona AP-EP a __________, dimenticando che questo aspetto, al pari della pubblica utilità del vincolo, è già stato affrontato e deciso al momento dell'approvazione del PR (DTF 114 Ia 114 consid. 4 cf) e di conseguenza non può più essere riesaminato dai giudici delle espropriazioni per le stesse ragioni evocate al considerando precedente.\nD'altro canto, l'applicazione del principio della proporzionalità è tanto ovvia quanto agevole allorquando si tratta di acquisire il terreno occorrente alla fabbricazione di un'opera pubblica non definita dal PR: basta contenere l'esproprio entro i margini della superficie realmente indispensabile alla corretta attuazione della costruzione che abbisogna alla collettività. La particolarità della fattispecie concreta non permette però tale sorta di ragionamento, vuoi perché la superficie necessaria è già stata determinata in sede pianificatoria, vuoi perché il piano d'indirizzo _________ e il progetto di edificazione della prima tappa sono stati concepiti in funzione della configurazione e delle dimensioni dell'area vincolata. In simili evenienze un intervento espropriativo meno incisivo in applicazione deI principio di proporzionalità non è neppure concepibile, poiché la corretta creazione delle opere pubbliche così come concepite nei piani esecutivi impone ormai di acquisire il terreno gravato nella sua integralità.\n6. Completazione dell'espropriazione materiale\nIn passato questo Tribunale ha già avuto modo di stabilire che in forza dell'art. 6 Lespr l'ente pubblico convenuto in una causa di espropriazione materiale ha facoltà di chiedere la completazione dell'intervento espropriativo in via formale senza ossequiare la procedura di cui agli art. 20 ss. Lespr (STA 9 novembre 1998 in re __________, 26 aprile 1996 in re comune di __________ __________). La domanda va formulata nel contesto della causa di espropriazione materiale e potrà essere accolta, dando luogo alla cessione in proprietà della superficie espropriata, unicamente se l'esproprio materiale sussiste e l'indennità dovuta per il deprezzamento del terreno (ovvero l'indennità di espropriazione materiale) risulta superiore ad un terzo del valore del terreno stesso (art. 6 cpv. 1 Lespr); condizione, quest'ultima, che si realizza praticamente in tutti i casi ove l'espropriazione materiale si identifica nella perdita della componente edilizia di un fondo. Se l'ente espropriante non postula l'esproprio formale durante il contenzioso di espropriazione materiale, potrà sempre farlo più tardi assumendo l'usuale posizione di attore in seno ad una procedura avviata secondo le formalità degli art. 20 ss. Lespr: in tal caso dovrà quindi eseguire picchettamenti e modinature (se non ricorrono le eccezioni previste all'art. 23 cpv. 2 Lespr), nonché pubblicare gli atti, comprensivi di una relazione sull'opera e un progetto dal quale risultino la natura, l'ubicazione, l'estensione e il costo dell'opera medesima (art. 21 lett. a e lett. b Lespr). Se la pubblica utilità dell'opera viene riconosciuta in occasione di un procedimento autonomo, ad esempio nell'ambito dell'approvazione di un PR, basterà tuttavia a una relazione succinta e un progetto di massima senza l'indicazione dei costi (art. 22 Lespr).\nA dispetto di quanto sostiene la ricorrente, la procedura seguita dal comune di __________ si avvera dunque corretta. Il resistente non poteva espropriare formalmente la porzione vincolata del mapp. __________ in base all'art. 6 Lespr, ma poteva senz'altro avviare il procedimento secondo le modalità imposte dagli art. 20 ss. In particolare, come accaduto in concreto, poteva di certo promuovere la procedura sulla scorta del piano di indirizzo _________, ovvero di un documento configurabile alla stregua di un progetto di massima ai sensi dell'art. 22 Lespr.\n7. Domanda di modifica dei piani\nLa ricorrente chiede una modifica dei piani in modo che le due porzioni del mapp. __________ risparmiate dall'esproprio formale vengano riunite in unico particellare. Tale richiesta non può essere soddisfatta per i medesimi motivi indicati al considerando 5. Ad ogni buon conto, il problema sollevato con riferimento alla superficie triangolare posta a S dello scorporo espropriato potrà trovare adeguata soluzione in prosieguo di causa, qualora venisse accolta la domanda di ampliamento spaziale dell'esproprio insinuata dal comune ex art. 6 Lespr.\n8. Anticipata immissione in possesso\nL'espropriata contesta l'anticipata immissione in possesso accordata dal primo giudice.\nLa censura è fondata, poiché la concessione di tale privilegio (l'anticipata immissione in possesso) presuppone l'assenza di ostacoli pianificatori o edilizi all'inizio dei lavori di realizzazione dell'opera (DTF 121 II 121). Non vi può essere infatti pregiudizio all'opera tale da giustificare l'anticipata immissione in possesso (cfr. art. 51 cpv. 1 prima frase Lespr) se non è possibile dare avvio all'edificazione dell'opera stessa."}