{"Signatur": "TI_TCA_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2002-02-04", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TCA_001_50-1999-10_2002-02-04.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=17125&nX40_KEY=4930569&nTrefferzeile=100&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "d2d575e6b03f11719cb166c88c7cefec"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["50.1999.10"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo 04.02.2002 50.1999.10"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo 04.02.2002 50.1999.10"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale cantonale amministrativo 04.02.2002 50.1999.10"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale cantonale amministrativo "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "09.04.2026 22:44:47", "Checksum": "b9e2e4de8ccc4f4aaaeb1649da8b1c7a", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale cantonale amministrativo 04.02.2002 50.1999.10\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nLa facoltà di opporsi all'espropriazione è stata inserita nella legge di espropriazione (art. 24 cpv. 2 lett. a) a dipendenza dell'art. 2 Lespr, che sancisce il principio di presunzione della pubblica utilità per le opere realizzate dal Cantone e dai Comuni (cfr. Messaggio 9.6.1969 del Consiglio di Stato al Gran Consiglio concernente il disegno di una nuova legge di espropriazione, in RVGC sessione autunnale 1970, p. 1614). Introducendo una tale \"praesumptio iuris\" il legislatore non poteva esimersi dal prevedere, nell'ambito della procedura espropriativa, la facoltà del cittadino di opporsi all'espropriazione e in particolare il diritto di dimostrare la carenza della pubblica utilità. Quest'ultima prerogativa si appalesa infatti indispensabile in tutti quei casi in cui l'interessato non ha potuto far valere le proprie ragioni nell'ambito di una procedura di ricorso contro la pubblica utilità (in tal senso STF 2.6.1980 in re CE fu C. B.; RDAT 1986 N. 74). Se la pubblica utilità di un'opera viene ammessa nella procedura di approvazione del PR, il giudice delle espropriazioni non si trova più confrontato con una semplice presunzione, bensì con una certezza (praesumptio iuris et de iure), per cui la controprova, già per ovvi motivi di sicurezza giuridica, non può più essere ammessa in sede di procedura espropriativa (RDAT I-1993 N. 49 e rinvii).\nIl principio secondo cui la legittimità dei PR e dei vincoli da essi istituiti può essere eccepita soltanto nell'ambito della loro procedura di adozione non è tuttavia assoluto. Secondo la giurisprudenza, successive contestazioni sono infatti proponibili in sede di applicazione concreta se l'interessato non poteva rendersi conto delle restrizioni imposte o se non aveva avuto la possibilità di contestarle in occasione dell'adozione del piano, oppure ancora se le circostanze che le avevano giustificate si sono nel frattempo sostanzialmente modificate (cfr. Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, p. 139 ss.; Imboden-Rhinow, Verwaltungsrechtsprechung, V ed., N. 11 B II c, 143 B II h; DTF 123 II 337, 116 Ia 207, 115 Ia 1; STF 9 aprile 2001 re CE S.; RDAT I-1995 N. 30, 1984 N. 59).\nOrbene, fermo restando che la pubblica utilità del vincolo e delle opere previste sul mapp. __________ è stata regolarmente accertata durante la procedura di adozione e approvazione del PR di __________, nell'evenienza concreta non è ravvisabile alcune delle eccezioni giurisprudenziali dianzi evocate che permetterebbero di riesaminare la questione in questa sede. Al momento della pubblicazione degli atti di PR la ricorrente e gli altri membri della CE proprietaria del mapp. __________ hanno potuto senz'altro rendersi conto della natura e dello scopo del vincolo apposto sul fondo, tant'è che hanno impugnato le risultanze del piano davanti al Consiglio di Stato prima ed al Gran Consiglio poi, con l'esito che conosciamo.\nSta di fatto che il PR revisionato di __________ è entrato in vigore il 12 aprile 1988 con l'approvazione del Consiglio di Stato e prevede la costruzione di un posteggio, una chiesa, un centro scolastico e culturale, sale multiuso e ulteriori altri servizi sui mapp. __________, __________, __________ e __________. La pubblica utilità di questo specifico intervento e delle espropriazioni che esso comporta non può più essere dibattuta, anche perché le circostanze che a suo tempo avevano indotto l'autorità comunale ad istituire la zona AP-EP non hanno subito nel frattempo mutamenti di rilievo. Anzi, la riconferma del vincolo istituito nel 1973 e le recenti iniziative intraprese dal comune comprovano l'esatto contrario, ovvero che la situazione è rimasta immutata e che l'ente pubblico intende concretizzare al più presto gli intendimenti manifestati in ambito pianificatorio al fine di soddisfare le proprie necessità.\nLo stesso discorso vale per l'assenza di bisogno che l'insorgente rimprovera al comune. In effetti, la censura andava tutt'al più avanzata in sede pianificatoria, non al momento dell'espropriazione e della notifica delle pretese di indennità. Allorquando un ente pubblico abbisogna di un determinato terreno per soddisfare un'esigenza della collettività, può espropriare subito il proprietario interessato in via formale (art. 2 Lespr) dimostrando la pubblica utilità dell'operazione ed acquisire il fondo previo versamento dell'equa indennità prevista dall'art. 26 cpv. 2 Cost (cfr. pure art. 9 Lespr). In applicazione dell'art. 3 cpv. 4 LPT può anche includere la proprietà in una zona per attrezzature pubbliche e attendere qualche tempo prima di avviare la procedura di esproprio formale, fermo restando in quest'ultima evenienza l'interesse pubblico all'istituzione del vincolo ed alla successiva espropriazione viene accertato durante la procedura di approvazione del PR. E' quanto ha fatto il comune di __________, che ha confermato di volersi riservare parte del mapp. __________ nell'ambito della revisione 1988 del proprio strumento pianificatorio in prospettiva di un futuro trasferimento della proprietà.\nPer finire, non si può fare a meno di osservare che allorquando ha convenuto in causa il comune per ottenere il pagamento di una sostanziosa indennità di espropriazione materiale la ricorrente si è ben guardata dal revocare in dubbio la pubblica utilità della restrizione che le ha permesso di incassare la quasi totalità del valore venale del terreno gravato. Mal si comprendono quindi, non fosse altro che per una questione di mera coerenza, le odierne censure insistentemente proposte dall'espropriata.\n5. Proporzionalità"}