{"Signatur": "TI_TCA_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2000-02-02", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TCA_001_50-1997-31_2000-02-02.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=17094&nX40_KEY=4933339&nTrefferzeile=90&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "1a73e0d5773aa73196546a3c9dc41b33"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["50.1997.31"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo 02.02.2000 50.1997.31"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo 02.02.2000 50.1997.31"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale cantonale amministrativo 02.02.2000 50.1997.31"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale cantonale amministrativo "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "09.04.2026 23:19:42", "Checksum": "4b710f6f9f7012f9be756171c97c4de2", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale cantonale amministrativo 02.02.2000 50.1997.31\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\n8.1. La procedura espropriativa cantonale è retta dal principio inquisitorio (art. 47 Lespr e 18 cpv. 1 PAmm in forza del rinvio dato dall'art. 70 Lespr). In virtù di questo principio il Tribunale di espropriazione deve accertare d'ufficio gli elementi suscettibili di determinare la decisione ed assumere di sua iniziativa le prove necessarie confrontando accuratamente i contrapposti interessi (DTF 104 Ia 212), senza essere peraltro vincolata dalle domande delle parti (art. 18 cpv. 1 PAmm). In quest'ambito, al giudice delle espropriazioni spetta la facoltà di procedere al cosiddetto apprezzamento anticipato delle prove, rinunciando a quelle offerte dalle parti la cui assunzione non condurrebbe verosimilmente ad alcun nuovo chiarimento rilevante per il giudizio (DTF 109 II 398, 106 Ia 162, 104 V 210; Rep. 1980 p. 7; Borghi, GAT, N. 364). In base alla valutazione anticipata delle prove esibite il Tribunale può quindi rifiutarsi di assumere quelle considerate ininfluenti, ma deve darne ragione nel proprio giudizio (RDAT II-1994 N. 50, 1990 N. 43).\nIn esito all'apprezzamento anticipato delle prove offerte, il primo giudice ha sfoltito la lunga lista di articolati quesiti che gli espropriati avrebbero voluto porre a tre persone oggetto di interrogatorio formale. Esaminata la globalità degli atti e visti i considerandi che precedono, questo Tribunale ritiene che la decisione regga alla critica dei ricorrenti, atteso che le domande stralciate - vuoi perché concernenti fatti notori o incontestati, vuoi perché miranti a fomentare sterili polemiche o ad accertare aspetti irrilevanti della specie - erano insuscettibili di procurargli la conoscenza di ulteriori elementi rilevanti per il giudizio.\n8.2. Gli insorgenti rimproverano al primo giudice di non aver evaso tutte le questioni sollevate nell'allegato d'opposizione e di aver quindi emanato una decisione lesiva del diritto di essere sentito siccome carente nella motivazione. Anche questo rimbrotto si avvera infondato. E' ben vero che il Tribunale di espropriazione ha omesso di esaminare tutte le argomentazioni addotte senza risparmio dagli espropriati. Ma è anche vero che quest'ultimi sono spesso usciti dal seminato perdendo di vista le effettive tematiche deducibili in giudizio e toccando aspetti fattuali e giuridici oggettivamente ininfluenti per l'esito del contenzioso d'opposizione all'esproprio. E non è men che meno vero che nella controversa sentenza il primo giudice ha affrontato e deciso con dovizia di motivazione tutti i punti essenziali sui quali doveva statuire, tenendo in debita considerazione gli argomenti significativi citati dagli espropriati. Il fatto che a dipendenza del risultato finale la sentenza sia risultata loro sgradita non sta a ancora a significare che il Tribunale di espropriazione sia incappato in un diniego di giustizia censurabile con successo davanti all'autorità di ricorso.\n9. Modifica dei piani\nI ricorrenti chiedono una modifica dei piani in modo che la chiesa rispetti i limiti d'altezza previsti dal PR per la zona __________ in cui è immerso il progettato centro e si possa soprassedere all'esproprio della servitù d'altezza.\nA dispetto delle corrette spiegazioni loro fornite nel giudizio impugnato circa la differenza che intercorre tra il piano di espropriazione ed il progetto costruttivo dell'opera, i privati insistono caparbiamente nel proporre critiche che con ogni evidenza attengono al diritto edilizio e che in questa sede risultano semplicemente irricevibili. Il quesito a sapere se il progetto ossequia gli art. 22 LPT e 29 LALPT, nonché le NAPR di __________, dovrà essere affrontato nell'ambito della procedura di rilascio del permesso di costruzione. E' in quella sede che i proprietari del mapp. __________ potranno far valere le loro legittime perplessità in punto alla conformità dell'opera costruenda con il diritto edilizio materialmente applicabile.\n10. Ampliamento dell'espropriazione\nI coniugi __________ vorrebbero estendere l'espropriazione in modo che la Parrocchia sia astretta ad acquisire la proprietà del loro mapp. __________.\nGiusta l'art. 5 Lespr, qualora sia prevista un'espropriazione parziale di diritti relativi a fondi costituenti una unità economica e ciò abbia per effetto di impedire o comunque di rendere difficile l'esercizio dei diritti residui secondo la loro destinazione, l'espropriato può chiedere l'espropriazione totale. La norma, ripresa dal diritto federale (cfr. art. 12 LFespr), attribuisce all'espropriato il diritto di chiedere l'estensione dell'espropriazione sia nello spazio sia sotto il profilo giuridico qualora lo scorporo espropriato venga prelevato da fondi economicamente connessi e la frazione residua ne risulti ridotta in modo da non poter più essere usata secondo la propria destinazione o non possa più esserlo senza difficoltà sproporzionate (RDAT 1988 N. 67). L'istituto dell'ampliamento costituisce un'eccezione al principio di proporzionalità in virtù del quale l'ente pubblico deve limitare l'esproprio ai diritti strettamente necessari al soddisfacimento dei bisogni della collettività.\nNel caso di specie i requisiti per concedere il chiesto ampliamento risultano chiaramente disattesi. In effetti, non v'è chi non veda come l'espropriazione delle note servitù prediali non influisca minimamente sullo sfruttamento del mapp. __________ sul quale insiste da tempo la dimora della famiglia __________. La cancellazione delle servitù in conseguenza della costruzione del centro parrocchiale non impedirà ai ricorrenti di continuare ad usare il fondo secondo la destinazione abitativa che ha sempre avuto. Per il resto, è ovvio che gli inconvenienti cagionati dall'intervento espropriativo dovranno essere pienamente indennizzati conformemente alle garanzie in tal senso offerte dalla legge (art. 9 e 11 Lespr).\n10. Ripetibili"}