{"Signatur": "TI_TCA_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "1997-12-18", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TCA_001_50-1997-20_1997-12-18.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=17088&nX40_KEY=4933381&nTrefferzeile=83&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "26cc57d44cd5f92b90ccaaf47d02e54f"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["50.1997.20"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo 18.12.1997 50.1997.20"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo 18.12.1997 50.1997.20"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale cantonale amministrativo 18.12.1997 50.1997.20"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale cantonale amministrativo "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "09.04.2026 23:49:07", "Checksum": "ee121898a6ee10a876f8d4d3df72b50c", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale cantonale amministrativo 18.12.1997 50.1997.20\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nche i gravami in oggetto, tempestivi (art. 50 cpv. 3 Lespr) e correttamente formulati, sono pertanto ricevibili in ordine e possono essere decisi con un unico giudizio (art. 51 PAmm) sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm);\nche se la legge cantonale non dispone altrimenti, le azioni volte ad ottenere un risarcimento ex art. 5 cpv. 2 LPT vanno proposte nei confronti dell'ente autore della misura pianificatoria ritenuta generatrice di espropriazione materiale; di regola, debitrice di un'indennità per titolo di espropriazione materiale è infatti la collettività che ha deciso la restrizione equivalente ad esproprio (STF 19.3.1990 in re Eredi L. = RDAT 1990 N. 57);\nche discostandosi da questo principio, la legge di espropriazione ticinese prevede che eventuali pretese per titolo di espropriazione materiale devono essere fatte valere direttamente contro l'ente a favore del quale è stata sancita la restrizione legale della proprietà (cfr. art. 39 cpv. 2 Lespr); tale assetto giuridico tenta di ovviare alle problematiche di regresso che si vengono inevitabilmente a creare nei cantoni ove i comuni possono essere astretti al pagamento di un indennizzo per aver sancito delle misure costitutive di espropriazione materiale a beneficio di un'altra collettività;\nche nell'evenienza concreta gli attori hanno agito a seguito dell'entrata in vigore del decreto esecutivo 16 maggio 1990 con il quale il Consiglio di Stato, in applicazione degli or abrogati art. 12 LMS e 24 RALMS, ha creato una zona di protezione attorno al complesso monumentale di __________ (cfr. p.to 2 delle notifiche di pretese inoltrate al TE); a giusto titolo, poiché l'inedificabilità dei loro fondi discende con certezza dal citato provvedimento governativo e non dal piano d'utilizzazione varato dal comune di __________;\nche nell'adottare il proprio PR e le relative varianti il comune si è infatti limitato a riprendere le misure pianificatorie decise dal Cantone; la semplice trascrizione nel PR di particolari vincoli istituiti dallo Stato in base a leggi speciali come quella concernente i monumenti storici ha carattere di indicazione e come tale possiede valenze di mera natura informativa (cfr. art. 12 cpv. 6 LMS e 31 LALPT; Scolari, Commentario, N. 224 ad art. 28 LALPT);\nche in casu le eventuali conseguenze derivanti dai suddetti vincoli ricadono pertanto sull'ente che li ha applicati, ovvero sullo Stato del Canton Ticino, che in veste di autorità preposta alla tutela dei monumenti (cfr. art. 3 LMS) ha istituito la zona di protezione del complesso monumentale di __________ al fine di salvaguardare un bene culturale d'interesse cantonale;\nche pur traendo evidenti benefici dalla zona di protezione imposta dallo Stato, il comune di __________ non può essere tenuto direttamente responsabile degli oneri espropriativi indotti all'occorrenza da quella misura; tanto meno gli può essere riconosciuto lo statuto di ente espropriante nell'ambito di una procedura ex art. 39 cpv. 2 Lespr;\nche ammettendo il contrario, si finirebbe per porre regolarmente a carico degli enti locali, senza possibilità di rivalsa, le ripercussioni economiche di qualsivoglia vincolo pianificatorio disposto dal Cantone a tutela d'interessi sovracomunali; un simile risultato si avvererebbe peraltro contrario all'art. 5 cpv. 2 LPT ed ai principi che informano la ripartizione delle competenze e dei costi in tema di pianificazione del territorio;\nche a questo stadio procedurale si può senz'altro lasciare aperto il quesito a sapere se il comune potrà essere astretto a partecipare alle spese in misura proporzionale ai vantaggi che gli ridondano dalla zona di protezione qualora lo Stato venisse condannato a pagare degli indennizzi di espropriazione materiale ai proprietari dei fondi resi inedificabili dal DE;\nche sulla scorta di quanto precede il Tribunale di espropriazione avrebbe dovuto accogliere l'eccezione sollevata dal convenuto e respingere in ordine, per carenza di legittimazione passiva del comune, le azioni risarcitorie promosse nei suoi confronti;\nche alla luce di questa conclusione non occorre indagare sulle ragioni che hanno indotto erroneamente il primo giudice a trattare l'eccezione in discussione alla stregua di una chiamata in causa del Cantone ed a evaderla con un decreto di stampo civilistico giusta l'art. 100 CPC;\nche l'esito delle impugnative non consente di sollevare i resistenti dal pagamento della tassa di giustizia (art. 28 PAmm) e delle ripetibili, dato che il comune si è fatto patrocinare da un legale (art. 31 PAmm);\nvisti gli art. 5 LPT; 28, 31 LALPT; 2, 39, 50 Lespr; 3, 12 LMS; 24 RALMS; 18, 28, 31 e 51 PAmm,\ndichiara e pronuncia:\n1. I ricorsi sono accolti.\n§. Di conseguenza le decisioni 28 luglio 1987 (no. 440/62, 442/76, 443/77, 445/2 e 446/3) del Tribunale di espropriazione della giurisdizione sopracenerina sono annullate e riformate come segue:\n\"1. L'eccezione sollevata dal convenuto è accolta, per cui la domanda di risarcimento per titolo di espropriazione materiale è respinta in ordine per carenza di legittimazione passiva del comune di __________.\n2. La tassa di giustizia di fr. 200.- è posta a carico della parte attrice.\"\n2. La tassa di giudizio di complessivi fr. 1'000.- è posta a carico dei resistenti in ragione di fr. 200.- ognuno.\n3. Ciascun resistente verserà al comune di __________ fr. 500.- per titolo di ripetibili di entrambe le istanze.\n|\n4. Intimazione a: |\n__________ |\n|\n|\n|\nPer il Tribunale cantonale amministrativo\nIl presidente Il segretario"}