Checché ne dica il ricorrente, la convenzione sottoscritta tra le parti il 30 novembre 1995 non influisce minimamente sulla natura e il valore dello scorporo espropriato. Gli impegni assunti dallo Stato per indurre la proprietaria a ritirare la sua opposizione al progetto esecutivo dell'opera hanno infatti portata propria ed esulano dal contesto delle questioni rimaste litigiose. Si riferiscono unicamente all'ampiezza dell'espropriazione ed al complesso degli interventi necessari per il corretto ripristino della proprietà, senza affrontare né risolvere le problematiche risarcitorie legate alla mera sottrazione di parte del giardino;