{"Signatur": "TI_TCA_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "1997-01-22", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TCA_001_50-1996-11_1997-01-22.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=17056&nX40_KEY=4933397&nTrefferzeile=76&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "e1e51439ec4582b9295cf5c319330c34"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["50.1996.11"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo 22.01.1997 50.1996.11"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo 22.01.1997 50.1996.11"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale cantonale amministrativo 22.01.1997 50.1996.11"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale cantonale amministrativo "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale cantonale amministrativo "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 00:01:29", "Checksum": "12209b813a532c133d059d763feb28fe", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale cantonale amministrativo 22.01.1997 50.1996.11\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\n2. 2.1. Giusta l'art. 9 Lespr l'espropriazione ha luogo mediante piena indennità. Questa si compone - segnatamente - dell'intero valore venale del diritto espropriato (art. 11 lett. a Lespr), del minor valore della frazione residua in caso di espropriazione parziale (art. 11 lett. b Lespr), del corrispettivo di tutti gli altri pregiudizi subiti dall'espropriato e che sono, secondo il corso ordinario delle cose, una conseguenza prevedibile dell'espropriazione (art. 11 lett. c Lespr).\n2.2. Le servitù non costituiscono dei beni in commercio e non posseggono di conseguenza un valore venale ai sensi dell'art. 11 lett. a Lespr. Nel caso dell'imposizione in via espropriativa di una servitù a carico di un fondo, che - dal profilo giuridico - costituisce un caso di espropriazione parziale, per la determinazione dell'indennità spettante al proprietario colpito ritornano applicabili i soli criteri fissati alle lett. b e c della detta disposizione. In applicazione del cosiddetto metodo della differenza, occorre pertanto porre a confronto il valore venale del fondo libero dall'onere con quello risultante dopo l'imposizione dello stesso. Accanto a tale diminuzione del valore venale va poi preso in considerazione l'ammontare di tutti gli altri pregiudizi conseguenti all'espropriazione (cfr. DTF 122 II 249 consid. 4 e rinvii; inoltre RDAT I-1996 N. 60 consid. 8a; I-1991 N. 83 consid. b; 1988 N. 67 consid. 5.1.).\n3. Sulla scorta delle premesse appena esposte viene subito a cadere il cumulo degli indennizzi assegnati al resistente dal Tribunale di prime cure. Il primo calcolato astrattamente secondo la \"formula __________ \", usualmente adottata dal Tribunale di prime cure per indennizzare il deprezzamento di fondi causato dal passaggio di manufatti sotterranei, ma in particolare di canalizzazioni, e già applicata per analogia in casi analoghi al presente (cfr. RDAT 1990 N. 59, anche per quanto concerne l'illustrazione della formula). Il secondo frutto invece della differenza tra il valore venale stimato del mapp. __________ libero da oneri ed il valore venale dello stesso fondo dopo l'imposizione delle servitù in esame. In effetti, com'é stato illustrato poco sopra, determinante in casi del genere appare l'applicazione del (solo) metodo della differenza, che il Tribunale d'espropriazione ha adottato per la definizione del secondo indennizzo. L'addizione a quest'ultimo indennizzo, volto a compensare un danno effettivo, di un generico risarcimento risultante dall'applicazione della formula __________ conduce ad un doppio indennizzo per lo stesso danno e pertanto ad un indebito arricchimento dell'espropriato.\nCiò premesso, trattasi di verificare se il Tribunale di prime cure ha applicato correttamente il metodo della differenza.\n4. 4.1. Per accertare, anzitutto, il valore venale del mapp. __________ prima dell'evento espropriativo il Tribunale d'espropriazione ha considerato che un'edificazione razionale del fondo espropriando non avrebbe permesso di sfruttare appieno le possibilità concesse dal PR. In particolare, tenuto conto della larghezza della particella (poco più di m 15), non sarebbe entrata in discussione nemmeno l'edificazione di uno stabile di 4 piani, di ml 12,30 di altezza, come proponeva una perizia presentata dall'espropriato. Simile edificazione, dovendo ossequiare una distanza verso i confini dei mapp. __________ e __________ di m 5 (art. 7 NAPR), avrebbe infatti presentato un lato di soli 5 m. Il Tribunale ha ritenuto più verosimile la costruzione di una casa d'abitazione su due soli piani: edificazione che, essendo limitata a m 7,5 di altezza, permetteva di spingersi fino a 4 m dal confine con le finitime proprietà private (art. 7 NAPR) ed avere quindi un lato di m 7. Tenuto conto dell'indice di occupazione massimo del fondo, del 30%, l'abitazione in esame avrebbe potuto avere una superficie massima di mq 114 e, di conseguenza, una lunghezza massima di m 16,3. La SUL dell'edificio sarebbe quindi assommata a mq 228, corrispondente al 60% di quella ricavabile dal fondo in forza del PR, di mq 380. Partendo dal valore venale dei terreni ubicati in zona R5a alla data determinante, di fr. 1'500.--/mq (importo confermato con sentenza 2 febbraio 1994 di questo Tribunale relativamente al confinante mapp. __________, di proprietà __________), il Giudice di prima istanza ha indi stimato in fr. 900.--, ovvero nel 60% dell'anzidetto importo, il valore venale del terreno al mapp. __________ prima dell'imposizione forzosa delle servitù.\nDopo l'imposizione delle servitù il Tribunale delle espropriazioni ha calcolato che lo stesso edificio di cui si é detto avrebbe potuto avere una lunghezza massima di m 10,50, di conseguenza una superficie massima di mq 73,5 (= m 10,50 x 7) ed una SUL di mq 147 (= m 73,5 x 2), pari - a sua volta - al 60% di quella ricavabile prima dell'evento espropriativo. Ne ha dedotto un valore del terreno di fr. 540.--/mq (= fr. 900.-- x 60%).\nLa differenza di valore del terreno risultante era dunque pari a fr. 360.--/mq, per complessivi fr. 136'800.--, arrotondati a fr. 137'000.--. Non sussistendo tuttavia una relazione diretta tra l'indice di sfruttamento ed il valore del terreno, l'anzidetto importo é stato ridotto in via di apprezzamento di 1/4, per situarsi finalmente a fr. 100'000.--."}