I presupposti cui l'art. 146 CP subordina il reato di truffa risultano dunque sotto questo profilo adempiuti. a) Per quel che concerne il requisito dell'astuzia, la difesa si duole di come un'eventuale intenzione dolosiva non esimeva né i revisori né i comproprietari – comunque sia – dal loro dovere di verifica. A ragione il Procuratore pubblico sottolinea tuttavia al riguardo come l'imputato abbia approfittato della totale fiducia riposta in lui dai revisori e dai condomini dopo una decennale attività svolta in qualità di amministratore del Condominio __________ __________ e sapeva che nessuno avrebbe verificato l'esattezza delle posizioni contabili (cfr. in particolare act.