In concreto occorre considerare, da un lato, l'oggettiva gravità del reato commesso dall'imputato per avere intenzionalmente falsificato la firma di un'impiegata in calce a una ricevuta di stipendio allo scopo di estinguere le di lei pretese nei confronti del datore di lavoro. D'altra parte va tenuto conto del proscioglimento dell'imputato dall'accusa di appropriazione indebita, così come del tempo trascorso dai fatti, dell'assenza di un fine di lucro personale e della condotta per il resto incensurata dell'imputato. Tutto ben ponderato si giustifica, in definitiva, di ridurre la pena proposta dal Procuratore pubblico a 5 giorni di detenzione.