{"Signatur": "TI_PP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2003-06-29", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_PP_001_10-2002-255_2003-06-29.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=22619&nX40_KEY=4927970&nTrefferzeile=34&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "dd2d216a211648177a14a14e5a72c6dc"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["10.2002.255"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Il Presidente della Pretura Penale 29.06.2003 10.2002.255"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Il Presidente della Pretura Penale 29.06.2003 10.2002.255"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Il Presidente della Pretura Penale 29.06.2003 10.2002.255"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Il Presidente della Pretura Penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Il Presidente della Pretura Penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Il Presidente della Pretura Penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 03:19:50", "Checksum": "8901d20a16d5d254e365a892340a426e", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Il Presidente della Pretura Penale 29.06.2003 10.2002.255\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nÈ poi verosimile che quest'ultimo abbia guardato unicamente nello specchio laterale quando lo scooter era ancora visibile solo tramite lo specchio retrovisore interno. Ribadisco comunque quanto indicato al punto 3.1.1: le condizioni di visibilità avrebbero dovuto imporre una maggiore attenzione\".\n6. Dal fascicolo processuale risulta per il resto che la motoleggera circolava con le luci accese (perizia, pag. 13; cfr. anche complemento peritale, pag. 3 verso il basso: \"sulla scorta dello stato del filamento della lampadina in esame si può … asserire con certezza che la stessa ha subito un violento urto mentre era accesa. Per quanto sopra ritengo che le luci anabbaglianti della motoleggera erano, al momento del sinistro, accese\"). Il prevenuto sottolinea come le luci fossero state illecitamente oscurate dalla vittima. Già si è detto nondimeno che, secondo gli accertamenti peritali, tale circostanza non ha impedito al conducente della motoleggera – comunque sia – di essere chiaramente visibile per il conducente dell'automobile (sopra, consid. 4 seg.; v. anche consid. 7).\nQuanto alla velocità della motoleggera, l'imputato – fondandosi sul parere dell'ing. __________ da egli consultato – si duole che il perito giudiziario non abbia vagliato tutte le eventualità che potessero escludere una propria colpa. Le ipotesi considerate dalla difesa sono state giudicate nondimeno inverosimili dallo stesso esperto evocato dall'accusato a sostegno delle sue tesi e, per di più, ininfluenti ai fini del giudizio sulle responsabilità dei protagonisti nell'incidente (act. 28, pag. 3 a metà e pag. 4 verso l'alto; cfr. anche act. 10, pag. 29 in fine e pag. 34 verso l'alto). Il fatto che circolando a una velocità costante di 50–55 km/h lo scooter non avrebbe potuto superare o non si sarebbe trovato nel luogo di collisione (act. 28, pag. 4 a metà e verso il basso) non è del resto suscettibile d'interrompere il nesso causale fra la colpa dell'accusato e il sinistro: la realizzazione di un evento è sempre frutto di una serie di circostanze convergenti, in assenza delle quali il risultato non avrebbe luogo. La tesi della difesa condurrebbe in sostanza a escludere la responsabilità dell'accusato per il solo fatto che la vittima si sia messa alla guida dello scooter, a prescindere dalle cause effettive dell'incidente. Il che non risulta certo ammissibile.\nNé giova all'accusato sostenere ch'egli non dovesse aspettarsi un sorpasso illecito della motoleggera, ove si consideri che – secondo le risultanze peritali – la manovra del centauro non era vietata ma solo sconsigliabile (act. 10, pag. 35 verso l'alto). Giovi inoltre rammentare che, comunque si opini riguardo alla liceità del sorpasso, un'eventuale infrazione compiuta dal conducente della motoleggera non esimeva in ogni caso il prevenuto dall'obbligo di badare al traffico retrostante prima di porsi al centro della carreggiata in vista di svoltare a sinistra (cfr. anche DTF 125 IV 89 consid. 2d in alto).\n7. Assodata la violazione da parte del prevenuto delle norme della circolazione stradale, in specie dell'art. 34 cpv. 3 LCS, occorre esaminare se fra il comportamento negligente dell'interessato e la morte del conducente della motoleggera sussista un nesso causale. Per quel che riguarda anzitutto il nesso di causalità naturale, tale requisito risulta senz'altro adempiuto, l'inosservanza del traffico retrostante avendo innegabilmente concorso alla realizzazione dell'incidente, e il sinistro avendo cagionato il decesso del conducente dello scooter (cfr. la relazione 8 marzo 2001 dell'Istituto cantonale di patologia, pag. 1 nel mezzo e pag. 2 in alto, allegata al \"rapporto riassuntivo d'autopsia\" act. 12). Quanto al nesso di causalità adeguata, l'imputato si duole che alla vittima siano addebitabili colpe gravi al punto da far passare in secondo piano il proprio eventuale comportamento illecito. Ora, è vero che il conducente della motoleggera non era in possesso della licenza di condurre (act. 8, pag. 3 verso l'alto), che portava il casco verosimilmente non allacciato (act. 10, pag. 15 in basso) e che il veicolo si presentava in uno stato difettoso (motore truccato, luci oscurate, pneumatici usurati, sospensioni modificate ecc.: act. 6 e act. 10, pag. 14 in basso). Le infrazioni perpetrate dalla vittima non esimevano tuttavia l'imputato dall'obbligo di rispettare le norme della circolazione stradale, in particolare di badare al traffico proveniente da tergo in virtù dell'art. 34 cpv. 3 LCS. E come si è detto poc'anzi, il conducente dell'automobile poteva e doveva accorgersi – prestando la dovuta attenzione a quanto accadeva alle sue spalle – della presenza della motoleggera che si accingeva a superarlo sulla sinistra. Le colpe ascrivibili alla vittima, in altri termini, non sono tali da escludere ogni nesso causale dell'infrazione commessa dall'accusato con il sinistro e, in ultima analisi, con il decesso del conducente dello scooter.\nInterrogato dalla difesa sulle \"condizioni [che] avrebbero dovuto realizzarsi per far in modo che il conducente __________, anche con maggiore attenzione, nulla avrebbe potuto per evitare la collisione\", il perito giudiziario si è del resto così espresso (complemento peritale, pag. 8):\n\"Le condizioni per cui il sinistro avesse comunque avuto luogo benché il conducente __________ avesse prestato maggiore attenzione potrebbero ad esempio essere state la velocità estremamente elevata dello scooter in avvicinamento oppure il mancato azionamento dei fari.\nQueste condizioni, le uniche che potrebbero giustificare la mancata percezione da parte del protagonista __________ del sopraggiungere dello scooter, devono tuttavia essere scartate in considerazione dei dati di fatto raccolti ed elencati nel rapporto peritale 2001.03 e nel presente complemento."}